Ole Gunnar Solskjær è tornato in Premier League: non più da attaccante, ormai lontanissimo dai tempi in cui segnava gol pesanti con la maglia dei Red Devils come il 2-1 al 93′ al Bayern Monaco nella finale di Champions League del 1999, ma nelle vesti di allenatore. Primo dei norvegesi in questo ruolo nel campionato inglese, una realtà dove i suoi connazionali hanno trovato in passato l’occasione di mettersi in mostra. Buona parte della generazione d’oro della Norvegia, quella in grado di qualificarsi al Mondiale del 1998, che rimane tutt’ora l’ultima apparizione dei Norge in un contesto iridato, giocò proprio nella Premier League a cavallo dei due millenni, trovando anche discreti risultati.

E per un Paese di enorme tradizione sportiva così, avere dei riferimenti in uno dei campionati principali del calcio mondiale è sicuramente motivo di grande orgoglio. Ecco i dieci profili norvegesi che hanno lasciato il segno nella loro avventura in Premier League.

10 –  Joshua King

Tutt’ora il Premier League con la maglia del Bournemouth, arrivato in Inghilterra proprio grazie a Solskjær che lo portò al Manchester United dopo averlo visto in un provino di una scuola calcio estiva gestito direttamente da lui. Con i Red Devils non è mai riuscito a esordire in prima squadra ma dopo essersi trasferito all’Hull City e al Blackburn ha trovato continuità; al Bournemouth la sua consacrazione con discrete medie realizzative.

9 –  Steffen Iversen

Uno dei grandi riferimenti recenti del calcio norvegese. In Inghilterra si è fatto vedere da giovanissimo con la maglia del Tottenham, con cui trovò anche diverse realizzazioni in Premier. Ancora troppo giovane, nel 1998 non partecipò al Mondiale di Francia ma fu tra i protagonisti di uno storico terzo posto della nazionale Under 21 all’Europeo di categoria. Dopo l’esperienza con gli Spurs ha giocato anche con Wolverhampton e Crystal Palace, senza però replicare le gesta dei suoi anni di esordio-

8 – Henning Berg e Ronny Johnsen

Difficile separare questi due calciatori dalle loro carriere, così intrecciate e così simili. Assieme a Solskjær facevano parte della colonia del Manchester United che rappresentava la Norvegia a Francia ’98, ma entrambi dall’altra parte del campo, in difesa. Sicuramente più prestigiosa l’avventura inglese di Berg, terzo giocatore all-time per presenze in nazionale (100) che divenne un simbolo del Blackburn prima di trasferirsi a Old Trafford per tre stagioni in cui si tolse anche la soddisfazione di diventare campione d’Europa; subito dopo tornò a vestire la maglia dei Rovers con cui ha superato le 200 presenze. Johnsen invece è rimasto più a lungo a Manchester ma meno in Inghilterra: sei stagioni con i Red Devils per un totale di 99 presenze prima di vestire senza particolare successo anche le maglie di Aston Villa e Newcastle.

7  – Brede Hangeland

Titanico difensore che ha fatto la storia del Fulham. Nato negli Stati Uniti per via del lavoro del padre, questo centrale di due metri di altezza è stato il perno dei Cottagers per sei stagioni, arrivando anche a superare le 200 presenze in Premier League, dato non da poco per un norvegese. La sua carriera l’ha chiusa a Londra ma con la maglia del Crystal Palace: verrà ricordato sicuramente per il suo imponente fisico e per l’abilità nel gioco aereo che lo rendevano un giocatore particolarmente adatto alla Premier di quegli anni.

6 –  Øyvind Leonhardsen

Generoso, duttile, decisivo. Leonhardsen è stato un jolly di centrocampo in diverse squadre di Premier, tra cui il Liverpool, club che rappresentò durante il Mondiale del ’98. Nonostante la sua propensione alla corsa ha sempre trovato buone medie realizzative anche con le maglie di Tottenham e Aston Villa. In Inghilterra arrivò grazie al Wimbledon FC.

5 –  John Carew

Lille-John o Gulliver, uno dei calciatori simbolo del calcio norvegese contemporaneo. Un centravanti di enorme stazza fisica che è stato a lungo il pilastro della nazionale norvegese. Carew non è sicuramente ricordato di buon occhio dai tifosi della Roma in Italia ma all’estero ha scritto pagine importanti di calcio. L’Europa che conta l’ha conosciuta grazie al Valencia ma la squadra della sua consacrazione è stato l’Aston Villa. Figlio del portiere della nazionale del Gambia, scelse di rappresentare la Norvegia, la nazione della madre, arrivando a segnare 24 gol internazionali. In Premier la sua avventura è stata particolarmente positiva tanto da segnare con tre maglie diverse anche se le avventure con Stoke City e West Ham non gli hanno lasciato grosse soddisfazioni quanto quella con i Villans.

4 – Tore André Flo

La famiglia Flo è stata un riferimento del calcio norvegese della fine del millennio. Ma Tore André sicuramente è quello che ha portato il nome più in alto di tutti. Due fasi della carriera le ha passate in Inghilterra ma quella che lo ha fatto diventare grande è sicuramente la prima con la maglia del Chelsea: grazie ai suoi 193 centimetri era considerato un grande pericolo sulle palle alte ma nonostante il fisico così allungato aveva anche un buon controllo di palla. Benissimo nei tre anni con i Blues, meno nel finale di carriera con il Leeds. Per lui anche uno spezzone con il Siena con cui si impose nel panorama italiano.

3-  Erik Thorstvedt

Il vero capostipite dei norvegesi d’Inghilterra. Otto stagioni con la maglia del Tottenham tra il finale degli anni ’80 e la prima metà degli anni ’90: non arrivò a giocare il Mondiale del 1998 perché aveva già smesso di giocare, fermandosi a quota 97 presenze in nazionale. Da lui è partito tutto il processo di migrazione verso la Premier dei suoi connazionali.

2 – John Arne Riise

Riise norvegesi

Uno dei pochi norvegesi campioni d’Europa. John Arne Riise era tra i titolari della finale di Istanbul del 2005, l’ultima Champions League vinta dal Liverppol. Sicuramente un pilastro della nazionale e uno dei grandi idoli del calcio norge. Più di 200 presenze con i Reds per poi vestire in Inghilterra (dopo la parentesi alla Roma) anche la maglia del Fulham, dove ha militato assieme al suo fratello minore Bjørn Helge che ha avuto certamente meno successo di lui. Viene ricordato per le sue rimesse laterali lunghe e soprattutto per un mancino decisamente potente che gli valse il soprannome di Thunderbolt .

1 – Ole Gunnar Solskjær

E il primo non poteva essere che lui. Dodici anni da calciatore al Manchester United per un totale di 91 gol tra cui quello già citato nella finale contro il Bayern: in tutto e per tutto la vera leggenda del calcio norvegese. Adesso assume il ruolo di allenatore dei Red Devils per sostituire José Mourinho dopo aver già avuto una breve e sfortunata parentesi da allenatore in Premier con il Cardiff che chiuse all’ultimo posto la stagione 2013-14, ma che consegnò alla storia il primo allenatore norvegese del campionato inglese.