L’Ajax è a un passo dall’impresa e da un sogno chiamato finale di Champions League. Un percorso lungo durato ben ventitre anni, tanto il tempo passato da quell’ultima notte a Roma del 1996 dove la Juventus si impose sui Lancieri nell’atto conclusivo della competizione. Proprio allora accadde un evento fino a oggi unico nella storia del torneo e gli olandesi sperano con tutto il loro cuore che la storia non si ripeta proprio stasera.
I campioni d’Europa in carica erano arrivati in semifinale per affrontare una loro vecchia conoscenza il Panathinaikos, squadra con la la quale si contese lo scettro continentale nella finale del 1971. Il calcio era profondamente cambiato e i greci stavano vivendo un sogno a occhi aperti e con questo spirito andarono ad Ameterdam a giocarsi la gara d’andata. Lo stadio Olimpico stava vivendo la sua ultima partita internazionale prima di lasciare il posto al gioiellino chiamato Amsterdam ArenA. Qualcosa però andò storto, forse l’aria triste e di commozione per l’addio a un impianto storico, forse la consapevolezza di essere la squadra più forte, resta il fatto che l’Ajax deluse e giocò male. Kanu nel primo tempo si divora due facili occasioni e nella ripresa fu un monologo greco. Il Panathinaikos aspettò il momento giusto per colpire e lo fece a tre minuti dalla fine con Krzysztof Warzycha che con un tocco sotto trafisse Van der Sar per lo 0-1 che diede la vittoria alla squadra di Juan Rocha.

Due settimane dopo ad Atene c’era un’attesa incredibile e tutti volevano essere testimoni dell’impresa. Per i rivali cittadini dell’Olympiakos sarebbe uno smacco enorme perché dopo il 1971 anche il 1996 sarebbe diventato un anno con una greca in finale e come allora l’onore sarebbe toccato ai biancoverdi. Van Gaal però preparò nel migliore dei modi la sfida e questa volta i quasi ottantamila dello Spyros Louis furono un freno a mano tirato per la squadra di casa. I giocatori non ressero la grande pressione e dopo soli quattro minuti Jari Litmanen raccolse un’azione confusa da calcio d’angolo per battere Wandzik per lo 0-1. Il finlandese divenne protagonista assoluto di giornata realizzando il gol che stese le speranze dei greci con la rete dello 0-2 mentre in contropiede nel finale il subentrante Nordin Wooter mise a segno il definitivo 0-3 che mandò l’Ajax in finale per la sesta volta nella sua storia.

La delusione ad Atene fu enorme e, nonostante la grande impresa, a Roma i Lancieri non riuscirono a imporsi sulla Juventus ma gli olandesi erano già entrati nella storia. Mai in una semifinale di Champions League una squadra era stata in grado di ribaltare una sconfitta interna imponendosi al ritorno. Questa sera l’Ajax partirà da una situazione inversa e proprio perché conscia che questa impresa è possibile non perderà la concentrazione. Ma questa Champions League è pazza e il Tottenham vuole regalarsi la sua prima storica finale di Coppa dei Campioni.