Finisce nel modo più triste l’avventura di Marcello Lippi alla guida della nazionale cinese. Un rapporto iniziato nel 2012, quando il tecnico viareggino aveva accettato la corte del Guangzhou. E a livello di club fu un vero e proprio trionfo con le “Tigri della Cina meridionale” che vinsero tutto ciò che si poteva vincere diventando la seconda squadra cinese della storia a trionfare nella Champions League asiatica nel 2013. Questo grande successo, affiancato al dominio della Chinese Super League vinta per ben tre anni consecutivi, convinse la federazione a puntare su Lippi affidandogli la panchina della nazionale dei Dragoni. Le qualificazioni per il Mondiale erano già iniziate con Hongbo Gao in panchina ma i risultati erano stati molto delduenti. L’ex allenatore dell’Italia campione del mondo ebbe bisogno di un iniziale periodo di rodaggio che portò a perdere punti in casa contro il Qatar e in campo neutro contro la Siria. Questi risultati costarono carissimo e il quinto posto finale nel girone non servì nemmeno per la qualificazione agli spareggi.
Ma per fortuna c’era la possibilità di rifarsi subito con la Coppa d’Asia alle porte. Lippi doveva far vedere al mondo intero che la sua presenza era riuscita a elevare il livello del calcio cinese e che non era lì solo per essere l’allenatore più pagato del mondo. Il torneo però ha detto il contrario, con la Cina che dimostra di non essere cresciuta per niente e che fa vedere tutti i suoi limiti. Non era importante il risultato, i quarti di finale non sono un pessimo traguardo e l’Iran era sicuramente più forte, ma lo era avvicinarsi alle grandissime del continente o almeno allontanarsi dalle piccole. E invece sono arrivate vittorie soffertissime e non pienamente meritate contro Kirghizistan e Thailandia, entrambe chiuse in svantaggio nel primo tempo, e sconfitte pesantissime contro Corea del Sud e Iran. Ecco perché il tecnico ex Juve ha fallito. In entrambe le partite le statistiche sono state davvero imbarazzanti con in entrambi i casi un 7-1 finale alla voce tiri in porta e un’assenza di competitività tra le due squadre. Nessuno imponeva e pretendeva la vittoria, ma almeno di giocarsela e creare dei probelmi. Il 4-3-3 schierato non è mai stato convincente con Dabao Yu sempre troppo isolato e con la situazione che andava a migliorare sempre nella ripresa con l’inserimento di una seconda punta forte fisicamente come Zhi Xiao a fargli da sponda. Errori che son costati cari e potevano costare una figuraccia ben peggiore.
La Cina dunque esce mestamente dalla Coppa d’Asia e rimanda il sogno della sua prima volta e Lippi dice addio alla guida dei Dragoni. Probabilmente, ormai vicino ai settantuno anni, quella ad Abu Dhabi è stata la sua ultima panchina in una carriera strepitosa lunghissima e ricca di successi. Ora però è giunto il momento di dire basta e questo è giusto per lui e per la Cina.