Era difficile aspettarselo, anche se non impossibile immaginarselo: la Juventus costretta ad arrendersi contro l’Ajax. Arrendersi, non perdere, concetti differenti perché nei 180 minuti tra Amsterdam e Torino la big è stata la squadra di ten Hag, l’ammazza-grandi di quest’edizione, altro che rivelazione. Ha sofferto una parte minima del doppio confronto, ha incantato nel resto. Non ha solo vinto, ha giocato un calcio esaltante, con la splendida peculiarità di aver persino sprecato più occasioni di quante ne abbia concretizzate.

Sì, la grandezza è questa. Non è servita neanche la partita perfetta, perché quei tantissimi errori sotto porta, quelle palle-gol non sfruttate, quei tiri erroneamente trasformati in passaggi sono solo gol che mancano al tabellino ma non un rimpianto. Probabilmente è l’unità di misura necessaria a rendere giustizia alla portata di questa prestazione: l’Ajax gioca un calcio divino, ma questo si era già visto. La cosa che non si era intuita pienamente tra la doppia sfida al Real e l’andata con la Juve era che avesse ancora dei margini di crescita. C’erano allora e continuano a esserci.

Mettere in fila i tricampioni d’Europa e una squadra da due finali nelle ultime quattro edizioni non è un’impresa per tutti. “Ha battuto un Real alla frutta” si diceva dopo il primo gancio destro alla Champions, e invece è stata bravura, non opportunismo. Una squadra che è forte per davvero, grande quanto le sue imprese. Partite che riviste dimostrano che non solo la vittoria su cento pescata dal mazzo, ma un’ipotesi più che probabile per chi gioca un calcio di questo livello.

Un possesso intelligente, con i movimenti giusti: Van de Beek tra le linee è stato la chiave per scatenare il motore di Ziyech e Neres, che assieme a Tadic hanno confermato quanto visto due volte ad Amsterdam e una al Bernabéu. Ossia che questa squadra a viso aperto se la gioca con tutti e crea fiumi di occasioni. Poi in realtà il gol qualificazione arriva su corner, non proprio la specialità della casa, ma quando alla qualità di quelli davanti si aggiunge anche il fisico di De Ligt allora tutto è più facile.

Per tre anni ha dominato il Real Madrid di Cristiano Ronaldo: l’Ajax ha fatto fuori prima il Real Madrid e poi Cristiano Ronaldo, probabilmente basta questo per far capire che squadra ha eliminato la Juventus.