Uno che esordisce a 15 anni tra i professionisti della MLS, che a 16 raccoglie il primo gettone nella nazionale di calcio canadese di cui è già un simbolo, che a 17 domina la MLS con 8 goal e 10 assist in una sola stagione, qualcosa di speciale deve averlo per forza. Specialmente se conclude il corso dell’adolescenza con il passaggio al Bayern Monaco a 18 anni. Quale sia il prossimo passo che a questo punto Alphonso Davies si prepara a muovere non lo sappiamo noi e non lo sa probabilmente nemmeno lui, ma una cosa è certa: in Baviera l’arrivo di ‘Phonzy’ ha riportato l’hype intorno a una squadra che ultimamente era più oggetto di critiche che altro.

Il classe 2000 è stato acquistato in estate, ma è arrivato in Germania soltanto al termine della stagione calcistica americana, che ha concluso con i suoi Vancouver Whitecaps. Nella città olimpica ci è arrivato nel 2015, dopo un trascorso calcistico a Edmonton, lontano da quella che è casa sua nell’Ontario. In realtà casa sua sarebbe la Liberia, da cui i suoi genitori sono fuggiti causa guerra civile: Davies è nato in Ghana, è liberiano, con cittadinanza canadese. Vive in Canada da quando aveva 5 anni, ma la sua casa oggi è la Baviera.

Ci è arrivato soltanto nello scorso autunno, per allenarsi con la squadra e prendere confidenza con i suoi nuovi compagni. L’esordio ufficioso lo ha fatto in Telekom Cup, torneo invernale tra squadre tedesche, e ha ben pensato di lasciare subito il segno e dare un saggio delle proprie capacità con un dribbling in velocità di tacco che ha abbagliato subito i tifosi del Bayern.

Alphonso Davies non è nuovo a questi gesti tecnici da urlo, visto che oltreoceano erano quasi all’ordine del giorno. La reputazione che si è costruito in MLS è stata soprattutto grazie alla sua tecnica in velocità, alla capacità di saltare l’uomo con una facilità disarmante e creare superiorità numerica. Certo il tasso tecnico e il gioco prevalentemente lento (specialmente rispetto alla Bundesliga) che contraddistinguono la lega americana hanno agevolato il neo-diciottenne, che in Europa sta scoprendo un calcio diverso e a cui abituarsi.

Visto quello che è capace di fare, ci sono pochi dubbi sul fatto che si abituerà bene e tutto sommato anche in tempi brevi. Soprattutto perché ‘Brazzo’ Salihamidzic l’estate l’ha passata soprattutto a inseguire lui, oltre a Pavard.

Al Bayern in quella calma apparente che si respira, data soprattutto dalle tante certezze su cui è costruita la squadra, un po’ di hype, di voglia di scoprire qualcosa di nuovo, mancava da tempo. E forse nessuno meglio del canadese classe 2000 può riuscirci.

Per il suo esordio in Bundesliga, Niko Kovac sta prendendo tempo: contro l’Hoffenheim non è sceso in campo ed è rimasto 90 minuti in panchina, ma sarà solo questione di giorni per vederlo protagonista. Anche perché se lo slogan che sta accompagnando Phonzy nella sua nuova avventura è “il futuro è limpido”, qualcosa vorrà dire. Per lui il Bayern potrebbe arrivare a pagare 18 milioni di euro a seconda dei bonus: nessuno è mai stato pagato di più dalla MLS più di Alphonso Davies. Uno che l’hype lo alza di natura.