Un gol al Cliftonville il 12 luglio, nel primo turno preliminare che ha visto coinvolto il Nordsjælland. Un gol all’AIK Solna il 2 agosto, decisivo per lo 0-1 con cui i danesi hanno profanato la Friends Arena, così da avere due successi su due nei confronti del club di Stoccolma. Infine, un gol e un assist il 16 agosto a Belgrado. Sebbene il Partizan abbia eliminato il suo Nordsjælland, il 18enne Andreas Skov Olsen ha scelto la vetrina europea del precampionato per farsi conoscere alla porzione di pubblico che, ancora, di lui non aveva sentito parlare. Le tre reti in trasferta, in sei presenze e 429′ complessivi (71 a gara, in media, non male per un classe 1999) la dicono lunga sulle sue qualità e pure su quello che Kasper Hjulmand spera di avere tra le mani. Così Skov Olsen, presosi il posto titolare – da ala destra, in qualunque modulo venga impiegato, e generalmente si oscilla tra 4-3-3 e 3-4-3 – ha ingranato progressivamente assumendo su di sé anche i galloni da predestinato. E ripetiamo, a soli 18 anni, ha già 8 gol in 15 gare ufficiali dalla sua parte. Detto delle tre nelle qualificazioni di Europa League, ce ne sono cinque in Superligaen. Un bel bottino, che non basta al ragazzo per vantarsi di essere il capocannoniere del suo campionato (Dame N’Doye è a quota 7, l’ex Carpi Kamil Wilczek a 6, mentre a cinque – oltre a Skov Olsen – ci sono pure Viktor Fischer ed Emmanuel Sabbi), ma certamente fa effetto vederlo lassù con poco più della metà degli anni di N’Doye.

Scorrendo oggi una panoramica relativa alla Superligaen, la Serie A danese, si nota immediatamente che il Nordsjælland ha l’età media minore del lotto (21,1 anni a giocatore) e conseguentemente pure il valore della rosa è ponderato su una massa di giovani che presi d’insieme valgono al momento 8 milioni. Siamo lontani dai 25 milioni con cui Transfermarkt valuta il Copenhagen, ma pure i 18,05 del Midtylland campione in carica risultano irraggiungibili. Ciononostante, dopo 9 turni il Nordsjælland ha dodici punti ed è settimo, a -7 dal FCK primo in graduatoria. Un risultato che però a Farum, dove il Nordsjælland esiste dal 2003 – anno in cui prese la nuova denominazione dalle fondamenta del Farum Boldklub – non è però troppo criticato proprio in virtù della nuova politica giovanile perseguita dalla dirigenza. In estate infatti erano partiti l’attaccante simbolo (il 31enne Tobias Mikkelsen, accasatosi a Brisbane) e un mediano modello (Mathias Jensen, ceduto per 5 milioni al Celta Vigo), dunque i rinforzi sono stati pescati a costo zero nelle giovanili. C’è stata una gigantesca onda verde: il terzino ghanese Antwi (’99), i centrocampisti Jakobsen (’99), Christensen (’01) e Damsgaard (’00), gli attaccanti Amon (’99) e Skov Olsen (’99).

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Nella rosa del Nordsjælland oggi solo tre calciatori superano i 24 anni (i portieri Nigel Bertrams e Nicolai Larsen, rispettivamente 25 e 27enne, stessa età dell’attaccante Mikkel Rygaard Jensen). La linea nuova voluta dalla dirigenza chiaramente sogna di ripetere i fasti del 2012, con vittoria in Superligaen e girone di Champions con Chelsea, Shakhtar e Juventus. Se per ora il discorso funziona è in gran parte merito di Andreas Skov Olsen, il talento che più di tutti sembra prometter bene, anche alla luce delle 14 presenze con la squadra Under 19 del Nordsjælland lo scorso anno (e 15 reti, statistica impressionante). Nel 2017 Andreas s’è peraltro regalato presenze con Under 18 e Under 19, mentre questo 2018 gli ha portato in regalo un posto in Under 21 danese. Il 2019, con ogni probabilità, specie se dovesse continuare a segnare così tanto, potrebbe vederlo trasferirsi all’estero.

Così Skov Olsen, nato il 19 dicembre 1999 a Hillerød, 33mila abitanti nel nord-est, a circa 30 km nord da Copenhagen, ha tutto per stupire. All’età di 12 anni si trasferì nell’academy del Nordsjælland per dare alla sua carriera un’impronta più professionale, ai media danesi ha rivelato di aver lavorato moltissimo per raggiungere i grandi. Le convocazioni nelle rappresentative giovanili sono il giusto premio alla sua maturazione, con la speranza magari di approdare in un campionato maggiore, sorte che è toccata al suo concittadino (pure lui classe 1999) Jens Odgaard. E Andreas ha tutte le intenzioni di arrivarci.