Per motivare la Lazio a non sottovalutare l’impegno di domani sera contro l’Apollon Limassol, basta fare un passo indietro. La campagna europea dei ciprioti è cominciata al primo turno, dove hanno fatto fuori i modesti Lituani dello Stumbras Kaunas, per poi veder incrementarsi esponenzialmente la difficoltà. Così al secondo turno ecco sbattuti fuori i bosniaci del Zeljeznicar Sarajevo e al terzo turno preliminare la Dinamo Brėst presieduta da Diego Armando Maradona (nonché già carnefice dei greci dell’Atromitos per via di un fortunoso oltre che rocambolesco gol al 95′ in quel del Comunale di Peristeri). Restava un ultimo ostacolo, chiamato Basilea e considerato già insormontabile in partenza: eppure, grazie al duo Maglica-Papoulis al St. Jacob Park e a un guizzo di Charalampos Kyriakou al ritorno del Τσίρειο Στάδιο, il passaggio del turno è stato confezionato sul filo di lana – per via dei gol in trasferta che valgono doppio – ma non senza merito. E così il Θρύλος, soprannome che condivide con l’Olympiakos greco, ha potuto regalarsi la seconda qualificazione di fila all’Europa League. Bissati gli anni 2014 e 2015, l’ex squadra di Fabrice Olinga – pupillo cresciuto nella Eto’o Foundation e che il camerunese volle con lui alla Sampdoria – oggi può tornare a dire la sua in campo europeo.

Merito di un tecnico locale, il 41enne Sofronis Augoustī (nato a Limassol, ex portiere che in tre spezzoni della sua carriera ha difeso la porta dell’Apollon), che dal 2016 ha creato una miscela perfetta per il doblete di due anni fa, Coppa e Supercoppa strappata in faccia all’APOEL. In qualche modo sono passati meno all’occhio il terzo e secondo posto in campionato, piazzamenti che l’organico – il secondo migliore della First Division, ma pur sempre soli tre quarti di quello dell’APOEL – non è ancora riuscito a migliorare. Così, messe per un secondo da parte le intromissioni nella lotta al titolo cipriota, che manca ormai dal 2015, l’Apollon si gode il momento e veleggia verso un’Europa League che per quanto proibitiva – Eintracht, Lazio e l’Olympique Marsiglia scorso finalista sono ostacoli apparentemente insormontabili – potrà regalare qualche inattesa gioia. Merito dell’atteggiamento di chi, per stessa ammissione di Augoustī, può permettersi di giocare le sue partite senza l’obbligo di qualificarsi. Chiaramente, non sottovalutando delle gare che già allo stato attuale delle cose non ammettono altro esito che tre sei sconfitte dell’Απόλλων.

La recente crescita dei biancoblù ciprioti è testimoniata dalle presenze europee, mai raggiunte prima del 2013, che hanno portato se non altro qualche squadra blasonata al Tsirio, capiente 15mila persone e casa di tutte e tre le formazioni di Limassol, l’APOEL, l’Aris e l’AEL. Proprio quest’ultima sta in testa alla First Division, a punteggio pieno (9 punti in tre gare), mentre l’Apollon ne ha giocata una sola vincendola peraltro con un passivo notevole: 5-1 contro il Pafos FC, con doppietta del 30enne difensore centrale spagnolo Héctor Yuste. Lui e il capitano Vasiliou sono gli anelli portanti della difesa, con quest’ultimo – capitano della squadra – che avrà sentito particolarmente la gara perché nella stagione 2008-09 giocò nell’AEP Pafos, squadra che il 9 giugno 2014 si unì con l’AEK Kouklia per dar vita all’ordierno Pafos. Giorgos Vasiliou è un personaggio estremamente noto: terzino sinistro, senza infamia né lode, giocò sei anni all’Aris Limassol e dopo la parentesi a Pafo, sulla costa meridionale di Cipro, si trasferì all’Apollon. Porta il nome di Γιώργος Βασιλείου, che dal 1996 al 2005 guidò il paese a capo della fazione democratica, del quale però non risulterebbe esser parente.

Un terzo Giorgos Vasiliou è stato un attore scomparso nel 2016: originario di Lamia, da bambino si dilettò come portiere nelle giovanili del PAS, a detta di chi lo vide giocare era pure bravino, poi nella stagione 1970-71 giocò titolare contro l’AEK Atene che s’interessò e fece un’offerta al club greco per acquistarne il cartellino, nonostante il Lamia avesse perso per 1-4. A questo punto però il presidente del PAS rifiutò ogni offerta dalla società ateniese, mandando su tutte le furie Vasiliou che dunque lasciò il calcio. Qualche mese dopo avrebbe cominciato a studiare presso la scuola di recitazione di Giorgos Bellos, e laureatosi con lode avrebbe cominciato la sua carriera da attore. Entrato nel partito dell’Alleanza Democratica nel novembre 2011, scelse poi di ritirarsi a Salamina con la moglie e qui scomparve nel 2016. Il discorso non tange peraltro minimamente l’altro Giorgos Vasiliou, il capitano dell’Apollon Limassol, che di anni ne ha 34 e nel suo club resta un’icona.