L’urna di Nyon ha emesso il proprio verdetto: Atlético-Juventus e Roma-Porto saranno gli accoppiamenti degli ottavi di finale di Champions League. Per i bianconeri, il sorteggio meno sperato; per i giallorossi, quello che più di tutti ci si auspicava. Ma per entrambe un test chiave e all’altezza per capire il proprio livello.

Atlético-Juventus, questione di consapevolezza

La Juventus, data tra le favorite per la vittoria finale, si scontra con la peggiore avversaria tra quelle di seconda fascia in una sfida tra due volte finaliste negli ultimi 5 anni, tra squadre a cui manca l’ultimo passo in avanti. Quello che i bianconeri hanno provato a fare acquistando Cristiano Ronaldo, quello che l’Atlético sogna da anni e che spera di compiere battendo i bianconeri. Trascinato da Antoine Griezmann, finalmente arrivato anche a vincere nel 2018.

Niente “fiuuu” per Max Allegri, ma la sfida è la più stimolante: se la Juventus con Cristiano ha davvero fatto quel passo in avanti in termini di consapevolezza, lo può dimostrare immediatamente in Europa, contro una squadra arrivata nell’élite con un percorso iniziato quasi dieci anni fa. E dovrà dimostrarlo nello stadio che ospiterà la finale il prossimo primo giugno. Soltanto un precedente negli anni recenti tra bianconeri e Colchoneros, nella fase a gironi della stagione 2014/15: 1-0 per l’Atlético a Madrid, 0-0 a Torino. La Juventus quell’anno sarebbe poi arrivata in finale contro il Barcellona. Se questo sorteggio sarà un buon auspicio lo scopriremo soltanto a giugno.

Roma-Porto, corsi e ricorsi

Roma-Porto è il miglior sorteggio possibile per i giallorossi, che hanno pescato la meno forte di prima fascia. Meglio delle altre possibili avversarie evitate, ma guai a sottovalutare i lusitani, squadra da 16 punti nella fase a gironi e tra le più pericolose ed esperte. Difficilmente i Dragões falliscono gli obiettivi prefissati in Europa: sono agli ottavi di finale per il terzo anno di fila. E due anni fa hanno inflitto alla Roma una delle maggiori delusioni, eliminando i giallorossi al playoff di Champions nel 2016.

Da quella eliminazione l’allora squadra di Spalletti ha iniziato una cavalcata che li ha portati al secondo posto in campionato. Un percorso che la Roma spera di poter compiere quest’anno per uscire da un periodo difficile che sembra potersi estendere. Possibilmente però con un esito diverso rispetto a quella doppia sfida. Come Atlético-Juventus, anche Roma-Porto sarà un test per i giallorossi, contro una squadra di un livello non molto lontano da quello della squadra di Di Francesco. Nessuna big, nessun miracolo da compiere come contro il Barcellona: la Roma dovrà dimostrare maturità e capacità di gestire i momenti nei 180 minuti.