Negli ultimi anni si è spesso sentito parlare di mire espansionistiche da parte di imprenditori stranieri, asiatici e mediorientali, nell’acquisire e rinnovare alcuni club storici dei migliori campionati europei. In alcuni casi, come quello dell’Atletico di Madrid, la tendenza è quella di guardare a Est ed in maniera particolare in Medio Oriente.

I Colchoneros ampliano la propria influenza fuori dalla Spagna siglando un accordo decennale con i sei volte campioni di Israele, l’Hapoel Be’er Sheva. La collaborazione prevede la costruzione di un’accademia giovanile denominata “Atlético“, all’interno delle strutture già presenti del club, che verranno ampliate, e ci sarà anche la costruzione di un hotel dedicato ai giocatori e allenatori provenienti dalla Spagna. I costi dell’operazione non sono stati ancora rivelati, ma fonti giornalistiche in Israele parlano di un investimento maggioritario da parte degli iberici.

Inoltre, l’Atlético Madrid, avrà diritto di acquisto prioritario sui ragazzi rispetto ad altri club. L’obiettivo dichiarato è quello sì di migliorare il livello calcistico in Israele, ma anche quello di vedere un ragazzo dell’accademia debuttare a Madrid. Non spetta a loro raddrizzare un movimento calcistico, come quello israeliano, avaro di soddisfazioni sportive sia a livello di club che di nazionale maggiore, ma in ottica futura è un passo in avanti.

Ma come mai i campioni dell’Europa League sono interessati ad Israele? Dall’uscita di scena dei cinesi della compagnia Wanda, alla quale è intestato lo stadio (i diritti di naming sono validi ancora per 10 anni), il 32% delle azioni dell’Atlético sono in mano ad una holding israeliana, Quantum Pacific, i cui settori di riferimento sono le spedizioni internazionali marittime, le miniere, l’energia e il petrolio.

Idi Ofer, presidente della società, è uno degli uomini più ricchi di Israele ed è molto attivo nel campo della filantropia, lo stesso dove Alona Barkat, presidente donna dell’ Hapoel Be’er Sheva, opera. Al padre di Idi Ofer, Sammy, è dedicato lo stadio di Haifa, dove giocano il Maccabi Haifa e la nazionale di calcio israeliana, che si divide tra Haifa e Gerusalemme.

Altro aspetto da non sottovalutare nella trattativa tra Atlético Madrid e Hapoel Be’er Sheva è lo sponsor dei madrileni, un’agenzia di trading online. Sebbene sia quotata alla Borsa di Londra, l’azienda è stata fondata nel 2008 dagli israeliani, che ne mantengono saldamente il comando. Essi avranno facilitato la trattativa per l’investimento in una accademia ad hoc, in Israele, forti dei 42,5 milioni di Euro che hanno portato nelle casse dell’Atlético Madrid in 4 anni.

L’accademia sarà aperta a tutti senza distinzione di religione e nazionalità al fine di agevolare la pace in Israele” ha affermato l’amministratore delegato dell’Atlético Madrid, Miguel Ángel Gil.

Il presidente dell’Hapoel Be’er Sheva, Alona Barkat, unica donna in Israele a dirigere un club di calcio, si è dichiarata felice per questa nuova avventura che potrà rendere il club più competitivo a livello europeo.

Luca Fortini