La partita con il Lione nascondeva più di una difficoltà; lo zero a zero dell’andata obbligava i blaugrana ad un solo risultato, la vittoria. L’avversario poteva portare i ragazzi di Valverde a scendere in campo senza la concentrazione necessaria ad affrontare determinate partite; per ultimo le premature eliminazioni di PSG e soprattutto Real Madrid rappresentavano una chance da sfruttare per avere un possibile sorteggio favorevole nei quarti. Alla fine il Barcellona è sceso in campo con il vestito delle serate migliori e il risultato non poteva che essere il successo. Per il Lione poco da dire: troppo ampio il divario tecnico rispetto ai padroni di casa; se a questo aggiungiamo le difficoltà di Fekir e Depay ecco che per i francesi non potevano esserci speranze.

Barcellona, ultima superstite spagnola

Il Barcellona, con l’uscita di Real e Atletico, resta l’ultima superstite spagnola nella massima competizione europea. Una gara dominata dall’inizio alla fine, esclusi i cinque minuti post goal Tousart; un cinque a uno che testimonia quanto visto in campo con i padroni di casa a dare spettacolo per lunghi tratti del match. Il poker di talenti, Messi-Suarez-Coutinho-Dembélé, è stato devastante per la difesa ospite, incapace di contenerne le sfuriate; in campo aperto il Barcellona ha fatto ciò che voleva, conquistando il pass per i quarti di finale. Verso la notte del Wanda Metropolitano una delle favorite non può non essere il Barcellona, forse l’ultimo ostacolo per la Juventus.

Suarez, l’incantesimo non si spezza

Nel cinque a uno finale manca la firma di Suarez; il Pistolero non segna in Champions al Camp Nou dalla notte magica dell’8 marzo 2017 quando il Barcellona vinse con il PSG per sei a uno. Due anni di assenza, un periodo decisamente troppo lungo per un giocatore dalla capacità realizzative di Suarez; i blaugrana, però, non sembrano risentirne e per il dodicesimo anno consecutivo sono tra le migliori otto d’Europa. Il problema, per le avversarie, sarà quando Suarez tornerà a far goal.