A 10 giornate dalla fine della Bundesliga, la testa della classifica è divisa a metà tra Borussia Dortmund e Bayern Monaco. I bavaresi, con la vittoria per 1-5 sul campo del Mönchengladbach e la sconfitta dei gialloneri contro l’Augsburg per 2-1, hanno completato una rimonta che fino a tre mesi fa sembrava di difficile realizzazione. Invece gli esacampioni di Germania in carica hanno iniziato a macinare vittorie e, complice una flessione non del tutto prevedibile del BVB, hanno agganciato la vetta.

Il cambio di passo è arrivato dopo il pareggio per 3-3 in casa contro il Fortuna Düsseldorf ammazzagrandi. Fino a quel momento il Bayern aveva collezionato 21 punti su 36 a disposizione e si trovava 9 punti sotto il Borussia Dortmund capolista. Da quel pari è partita una striscia di 11 vittorie in 12 partite, 33 punti su 36 conquistati e un unico passo falso, quello sul campo del Leverkusen (sconfitta per 3-1). Nelle ultime 12 giornate il Bayern ha segnato 33 goal, 10 in più di quanto fatto nelle prime 12 partite di Bundesliga.

Il motivo principale che ha permesso alla squadra di Niko Kovac di accelerare il passo è stata la crescita dei giovani nuovi arrivati, soprattutto Leon Goretzka e Serge Gnabry, molto altalenanti nelle prime giornate e saliti in cattedra con l’arrivo dell’inverno. Il centrocampista ex Schalke 04 è stato premiato come giocatore del mese di gennaio per la Bundesliga, il primo extra-Dortmund a riuscirci dopo i tre successi di Reus e quello di Sancho. L’ex Arsenal, Werder e Hoffenheim potrebbe essere invece un candidato per vincere il premio a febbraio.

Bayern

Niko Kovac può tornare a sorridere dopo le difficoltà autunnali.

Due volti nuovi che hanno cambiato il volto del “vecchio” Bayern. Quello che si chiedeva a Kovac in una stagione non dichiaratamente di transizione, ma era chiaro a tutti che in Baviera si sarebbe attraversato un ricambio generazionale che passava proprio da due giocatori come Goretzka e Gnabry. Oltre che da Niklas Süle, per citarne un altro, diventato un titolare quasi inamovibile davanti a Jerôme Boateng ma già rodato l’anno scorso con la maglia del club più titolato di Germania.

Se su Goretzka c’erano già maggiori garanzie di spazio e soprattutto minor pressione – nonostante una concorrenza forte a centrocampo, che ha gestito da veterano fino a diventare un intoccabile – la crescita di Gnabry è stata più sorprendente sotto alcuni punti di vista. L’ala aveva avuto molte difficoltà all’inizio: si intestardiva, voleva risolvere le partite da solo, non era un fattore senza palla. Il Bayern sembrava qualcosa di troppo più grande di lui, in più il peso di essere uno degli eredi di Robben e Ribéry sembrava insostenibile. Alla fine si è rivelata solo una questione di tempo e di lavoro, soprattutto psicologico, fatto da Niko Kovac sul giocatore, ora un intoccabile del Bayern.

Sono molti altri i meriti del tecnico croato nella rimonta del Bayern, soprattutto la capacità di gestire una rosa che si è riscoperta troppo corta causa infortuni. La rinascita dei bavaresi passa infatti anche attraverso la rinascita del proprio capitano Manuel Neuer, dalla continuità di Lewandowski e Thiago, forse i migliori complessivamente nella stagione della squadra.

Ora il Bayern è tornato dove vuole essere, dove dovrebbe essere e dove è soprattutto abituato a stare: in testa alla classifica. Per ora ancora in condivisione con il Dortmund, ma con l’obiettivo Klassiker del 6 aprile per spezzare definitivamente l’equilibrio e riprendersi la Bundesliga. Non più sulle spalle dei veterani, ma trascinato dalla freschezza dei giovani nuovi arrivati.