Il Belgio liquida la ‘pratica’ Bosnia con un sonoro 4-0 e mantiene la vetta del Girone H delle qualificazioni europee valevoli per i prossimi Mondiali (Russia 2018). I Diavoli Rossi annientano la compagine di Dzeko & co. con una facilità disarmante chiudendo la sfida con un risultato maggiore rispetto a quello ottenuto contro Cipro (0-3), selezione nettamente inferiore a quella situata nella zona orientale del vecchio continente. A ritagliarsi il ruolo di uomo partita ci pensa ancora una volta Eden Hazard (1 gol e 1 assist per il talento del Chelsea) ma non è da meno la prestazione offerta da Mertens: il giocatore del Napoli è stato costantemente un pericolo per la retroguardia avversaria nonostante giocasse a destra, nella fascia opposta rispetto a quella dove è collocato da Sarri.

Attacco stellare – Roberto Martinez ha così tanta abbondanza di calciatori offensivi di grande potenziale che si permette il lusso di schierare fuori ruolo Mertens (a destra) e Hazard (al centro, sacrificando, giustamente, un Nainggolan irriconoscibile rispetto alla scorsa stagione) pur di collocare sulla corsia di sinistra Ferreira Carrasco. Il 4-1-4-1 con il quale si schiera il Belgio è un (molto poco) velato 4-2-3-1 con la stella dei Blues a dirigere la sinfonia perfetta nel ruolo di trequartista; così facendo l’ex tecnico dell’Everton è consapevole di soffrire le ripartenze bosniache ma sa anche di poter gestire a lungo la palla nelle zone nevralgiche del campo. Le scelte dell’allenatore sono ben premiate dall’undici schierato in campo che si comporta molto bene in entrambe le fasi, salvo poi far esplodere il proprio potenziale offensivo negli ultimi trenta metri di campo: Lukaku è abilissimo a fare da sponda ad Hazard così come a far muovere la linea difensiva avversaria pur di consentire ai due esterni di tagliare bene verso il centro dell’area di rigore. Il reparto arretrato schierato per l’occasione da Bazdarevic (Kolasinac, Zukanovic, Spahic, Bicakcic) collassa di fronte al quartetto avanzato degli uomini di casa: il difensore dello Schalke, in particolare, viene costantemente saltato da Mertens e termina la gara con un’emicrania terribile. Il Belgio muove dunque i primi passi in avanti verso un futuro radioso: la strada è lunga e piena di ostacoli ma il binomio Martinez-Henry sembra voler regalare al popolo franco-fiammingo la sua età d’oro.