Una vittoria che sa di rinascita: perché dopo una sconfitta grave e lacerante come quella di Madrid, tornare a trionfare non era affatto semplice, pur trattandosi del Boca Juniors. Nuova era, nuova squadra, seppur non troppo differente da quella del Bernabéu, e primo titolo della gestione Alfaro.

Un allenatore chiamato a una missione: far tornare il Boca Juniors un club vincente, ripartendo proprio da dove cominciò lo psicodramma River Plate. Il Boca infatti nel 2018 ha perso due finali contro i rivali di sempre, la prima proprio in Supercopa Argentina.

un trofeo che un anno dopo ha un sapore totalmente diverso, gratificante e che getta le basi per ridare al Boca la sua anima vincente. Una vittoria sofferta, arrivata solo ai calci di rigore, che però rende bene l’idea della maniera in cui questa squadra deve uscire dalla più grande disfatta della propria storia.

No, non si cancella il KO in Libertadores, ma tornare ad alzare qualcosa al cielo è sicuramente il primo passo per riprendere la coerenza con la propria storia, quella di uno dei club più vincenti al mondo. Cinque su cinque i rigori contro il Rosario Central, una delle squadre meglio costruite per i tornei a eliminazione diretta: nessun errore, nessun rimpianto come quelli della finale dello scorso autunno, quando sopratutto nell’andata della Bombonera ci furono tanti episodi che rimasero lì a lasciare che il rimorso corrodesse la coscienza di giocatori e tifosi.

Il Boca è tornato a vincere, ha un nuovo trofeo in bacheca e in Libertadores è a un solo punto dalla qualificazione agli ottavi di finale: tutto messo a posto a partire dalla prima rivincita. Un trofeo che vale tanto sì, ma che ancora non può bastare per ripagare le sofferenze della scorsa stagione. Si è partiti dalla Supercopa Argentina, ora l’obiettivo è riportare la Libertadores a La Boca e far diventare il club il più vincente della storia della competizione, raggiungendo quell’Independiente che ormai detiene il primato da anni pur rimanendo costantemente fuori dai turni che contano.

L’era Alfaro è cominciata nel migliore dei modi, ma l’orizzonte è ancora lontano.