Il mercato sta cambiando radicalmente il dna del Celta Vigo: alcune perdite pesanti ma anche arrivi di grande spessore che non fanno altro che rafforzare la vicinanza del tifo alla squadra: Perché i volti nuovi del Celta, tra chi già è stato presentato e chi arriverà a breve, sono tutti appartenenti al territorio. Dei Galegos veri e propri, non giovani da lanciare ma talenti già affermati che hanno scelto la via di casa.

Cosa da non sottovalutare in una terra storicamente isolata e ‘differente’ come la Galizia, dove il rapporto della gente con le proprie origini è molto radicato.

Esempio eclatante è Denis Suárez, che è proprio di Vigo. La sua carriera l’ha messo in luce in contesti importanti: dall’Europa col Villarreal al Barcellona, passando anche per una piccola parentesi all’Arsenal. Un curriculum da primo della classe per uno che ha scelto di rilanciare a Vigo il proprio talento.

Lì potrebbe arrivare presto anche Santi Mina, inserito nello scambio con il Valencia per Maxi Gómez. Vero, la perdita dell’uruguaiano è un colpo basso per la struttura di una squadra che oltre ad Aspas non aveva tante figure di riferimento in zona gol. Solo che la sostituzione con un ottimo talento che appartiene alla Galizia, seppur ‘smezzato’ con l’Argentina, non fa altro che avvicinare il pubblico a una squadra in cui si sente sempre più identificato.

Anche perché gli idoli locali rimarranno: ci sarà Brais Méndez, uno che la Spagna l’ha girata ma solo a Vigo è riuscito a dare il meglio di sé, e soprattutto Iago Aspas, ormai giocatore più rappresentativo di tutta la storia del Celta Vigo.

Una squadra della gente e per la gente, identificata nel territorio e ambiziosa di rilanciarsi. Magari chissà, anche con un altro ritorno possibile, quello di Nolito. Che non è un galego di natura, ma calcisticamente Balaídos è la piazza che lo ha consacrato più di qualunque altra.