Vincere un trofeo è sempre gratificante: per la società, operante dietro le quinte; per l’allenatore ed il suo staff, quotidianamente immersi nella ricerca di innovative e vincenti soluzioni; per un gruppo, una squadra composta prima da uomini, poi da calciatori. Il Chelsea di Maurizio Sarri vince la sua seconda Europa League, tornando sul tetto d’Europa 6 anni dopo l’ultima volta: all’epoca, fu Rafa Benitez a trascinare i Blues al trionfo un solo anno dopo la vittoria della Champions League, nel segno di Roberto Di Matteo. L’esito della finale di Baku, tuttavia, non ha solo portato tra le fila dei londinesi il sesto trofeo internazionale: Sarri ed i suoi si iscrivono anche nella storia calcistica del ventunesimo secolo. La società del patron Abramovič ha vinto l’Europa League da imbattuta: è la prima squadra a riuscirci nella manifestazione dal 2000 ad oggi.

Un record che consegna i britannici alla storia, da condividere nella terra della Regina con il Manchester United: i Red Devils riuscirono ad accaparrarsi l’edizione di Champions League 2007-08 senza mai venir sconfitti. L’ironia ed il destino vollero che proprio il Chelsea, allora guidato da Avraham Grant ed orfano da inizio stagione di un certo José Mourinho, incontrasse lo United, in una finale tutta inglese e decisa ai rigori. Un rammarico che verrà colmato, quasi inaspettatamente, 4 anni dopo, con l’insperata vittoria sul Bayern Monaco padrona di casa nella finale dell’Allianz Arena.

Né Manchester United né Chelsea, ad ogni modo, sono state le prime corazzate a riuscire nell’impresa di vincere un trofeo europeo senza mai capitolare. La prima cavalcata storica del ventunesimo secolo, di queste proporzioni, la portò a termine il Barcellona: i catalani, infatti, guidati da Frank Rijkaard, ottennero la loro seconda UCL non facendosi mai sopraffare. Anche qui gli intrecci si sprecano, proprio perché l’avversario dei blaugrana, all’epoca, fu l’Arsenal di Arsène Wenger: un francese che sogna di alzare il trofeo più importante d’Europa nello Stade de France. Gunners figli della Premier League vinta due stagioni precedenti senza mai perdere un incontro, stabilendo il record ancora in vigore in Inghilterra e guadagnandosi il soprannome di Invicibles (“Invicibili”) che cadono in finale.

13 anni dopo la sostanza non cambia: nemmeno un veterano della competizione come Unai Emery, capace di vincere tre edizioni di EL consecutivamente col Siviglia, può spezzare quella che assume i connotati di una maledizione per l’Arsenal.

Baku ha riservato la gloria solo per quei londinesi che riprendono il loro nome dal proprio quartiere: i Blues sono nella storia.