Come ha detto giustamente Maurizio Sarri, l’espulsione comminata a Yevhen Khacheridi ha semplificato nettamente la strada al suo Chelsea. Vero pure che il PAOK stava “giocando contro una delle migliori squadre al mondo“, assunto trapelato dai virgolettati di Amr Warda quasi a giustificare un 4-0 umiliante per quanto mitigato dagli 83′ di superiorità numerica su cui i londinesi hanno potuto contare. Ingenuo il difensore ucraino, in uno Stamford Bridge quasi pieno (33933 tagliandi staccati) e con una nutrita rappresentanza di tifo ellenico, radunatosi alla vigilia nella centralissima Piccadily Circus. La macchia bianconera del Gate 4, riversatasi per le caotiche strade londinesi, era stata accompagnata poi dalla stuzzicante attività dei social media manager del PAOK, i quali avevano ricordato su Instagram l’ultima volta in cui Δικέφαλος του βορρά aveva giocato nella capitale inglese (un’amichevole risalente al 2014, vinta 1-0 a Loftus Road sul QPR). Il risultato finale non rende onore a quella performance, essendosi trattato di una partita caratterizzata da una sostanziale inferiorità numerica, confezionata da un errore di Léo Matos e conclusa col fallo di Khacheridi su Giroud costato un’espulsione giusta. Di lì è cominciato il calvario, con Wernbloom arretrato in difesa accanto a Crespo (e Varela in panchina, scelta curiosa da parte di Lucescu) e Paschalakis lasciato solo dinanzi alle folate ospiti: Loftus-Cheek ha impegnato il portiere greco prima della doppietta di Olivier Giroud in 10′ e del duplice fischio a sancire 45′ da incubo (16 tiri del Chelsea contro 6 del PAOK, 68% di possesso palla dei padroni di casa). Un predominio durato per tutta la gara, certificato dai sigilli del giovane Hudson-Odoi (60′) e da un Morata appena subentrato (78′).

Al netto del passivo, la stampa greca ha comunque parlato di «Δώρο για τον ΠΑΟΚ», di un regalo che i bianconeri hanno potuto scartare in virtù del contemporaneo successo del BATE Borisov sul Mol Vidi (2-0 alla Barysaŭ Arena). La sconfitta di Stamford Bridge fa sì che il collettivo di Razvan Lucescu possa restare dentro la lotta per qualificarsi sebbene al momento sia il fanalino di coda del gruppo L di Europa League, a 3 punti. Il Chelsea resta irraggiungibile (12), a quota 6 ci sono bielorussi e ungheresi che potrebbero venir scavalcati dal PAOK se quest’ultimo battesse il BATE al Toumba e allo stesso tempo i ragazzi di Maurizio Sarri riuscissero a imporsi nella trasferta di Székesfehérvár. A quel punto vi sarebbero tre squadre appaiate a 6 punti e il Δικέφαλος avrebbe la meglio in virtù della differenza reti (i risultati col Chelsea verrebbero cancellati dal computo parziale). Tutti calcoli assurdamente protratti fino all’ultima giornata. Se il Mol Vidi avesse vinto, il PAOK sarebbe stato eliminato d’ufficio. Con un pari a Borisov, il PAOK avrebbe dovuto vincere contro il Chelsea. Coi risultati finali, l’esito della partita dello Stamford Bridge è passato in secondo piano. Ora servirà comunque vincere e sperare.

A caricare l’ambiente, già nelle interviste post-gara, ci ha pensato il portiere Alexandros Paschalakis gridando «Τελικός με ΜΠΑΤΕ», indicando la gara del 13 dicembre come la finale che deciderà le sorti europee della sua squadra. Si tratta in ogni caso di proiezioni seccanti, visto che la squadra leader di Super League greca ha incontrato ben più difficoltà del previsto: se era nell’aria che il primato del raggruppamento sarebbe finito nelle mani del Chelsea, le due sconfitte contro il Mol Vidi (0-2 il 25 ottobre al Toumba, 0-1 l’8 novembre alla Groupama Arena di Budapest) hanno complicato la strada rendendola incerta fino alla fine. Non è invece nuovo lo stato di crisi in cui il PAOK crolla quando gli viene richiesto l’ultimo sforzo, del resto il campionato 2017/18 finito all’AEK Atene resterà un’occasione persa: quanto al turnover, Dimitris Pelkas andava lasciato a riposo e Amr Warda – dato per partente a gennaio – dovrebbe restare per evitare di togliere imprevedibilità all’attacco. Il prossimo pensiero andrà a Lamia, dove verrà costruito un nuovo mattoncino della corsa al titolo che al momento vede il PAOK in fuga a +5 sull’Atromitos secondo e +6 sull’Olympiakos terzo. Poi si penserà all’Europa League, con un monito fisso in testa: «Εφιάλτης στο Λονδίνο, ελπίδα στην Τούμπα!», «incubo a Londra, speranza al Toumba!»

Ecco di seguito il tabellino della partita:
Chelsea (4-3-3): Arrizabalaga; Zappacosta (dal 63′ Ampadu), Christensen, Cahill, Emerson; Barkley, Fàbregas, Loftus-Cheek; Pedro (dal 66′ Willian), Giroud (dal 75′ Morata), Hudson-Odoi. All: Sarri. A disp: Caballero, Alonso, Jorginho, Kovacic.
PAOK (4-2-3-1): Paschalakis; Léo Matos, Khacheridi, Crespo, Vieirinha; Maurício (dal 79′ Pelkas), Werbloom; Jabá, Shakhov, El Kaddouri (dal 75′ Varela); Prijovic (dal 46′ Warda). All: Lucescu. A disp: Rey, Cañas, Biseswar, Akpom.
Reti: 27′ e 37′ Giroud, 60′ Hudson-Odoi, 78′ Morata. Ammoniti: Cahill (C), Wernbloom, Pelkas (P). Espulso: Khacheridi (P) al 7′. Arbitro: Tohver (Estonia)