Mercato a cifre mai immaginate e tanti campioni soprattutto dal sangue brasiliano: la ricetta per rendere grandi i club cinesi sembra funzionare visti i risultati in Champions asiatica delle squadre della Grande Muraglia ma un governo che ha investito tanto sullo sport del mondo ha bisogno di risposte immediate anche dalla nazionale della Cina.

Le nuove regole sugli stranieri hanno portato ad un miglioramento netto delle rosa locali e i giocatori convocati in nazionale abituati a condividere il campo d’allenamento con atleti di fama internazionale hanno potuto compiere un primo salto di qualità. La nazionale della Cina è ancora un cantiere aperto con tanti margini di crescita ma ancora poca sostanza: dopo il clamoroso esonero del francese Perrin alla guida della nazionale cinese è arrivato Gao Hongbo, teoricamente solo un traghettatore che però è riuscito a compiere il primo grande passo verso il Mondiale.

La Cina infatti con il successo di oggi contro il Qatar al Tianhe Stadium (casa del Ghuangzhou) si è assicurata un pass per la seconda fase di qualificazione al Mondiale grazie ad un piazzamento tra le migliori seconde classificate dei vari gironi. Un successo che per ora significa poco ma permette al governo e alla Federcalcio di poter investire ancora e provare a formare nuovi talenti nel tragitto che divide la nazionale della Grande Muraglia dal Mondiale 2018.

Primi passi in avanti per un calcio che vuole far parlare di sé ed è alla ossessiva ricerca di mezzi concreti per poter raggiungere a breve i livelli delle altre big della confederazione: Giappone, Corea del Nord e Australia.

La nazionale si regge sulla colonia del Ghangzhou: il portiere Zeng, i difensori Xuepeng Li, Zhang e Feng, l’esterno Huang e la stella Gao Lin (oggi in panchina a scopo precauzionale) sono la vera base della squadra allenata da Hongbo che ha saputo aggiungere l’intelligenza tattica dell’esterno dello Shangai SIPG Lei Wu (oggi in gol) e le geometrie di Xizhe Zhang, 10 del Beijing Guoan.

Sostanza e rigoroso ordine sono i dogmi per questa Cina che tende a subire pochi gol e a schierarsi con un folto reparto difensivo, ad oggi il vero punto forte di questa squadra.

Primi appunti e passi in avanti verso una qualificazione che manca dal 2002 e che mai come oggi sembra possibile: la Cina ha cominciato a guardare avanti con occhi di speranza che intravedono la Russia.