Questa sera inizieranno le qualificazioni per il prossimo Europeo che sarà il primo a essere disputato in tutto il Continente. Non ci saranno quindi nazionali ammesse di diritto e le sorprese sono dietro l’angolo. Già in passato grandi squadre hanno mancato il passaggio alla fase finale della massima competizione continentale e questi sono cinque delle eliminazioni più clamorose di sempre.

ITALIA 1984
Una squadra quando vince il Mondiale ha gli occhi di tutti puntati addosso e quando l’Italia vinse nel 1982 dopo i due quarti posti del 1978 e del 1980 si pensò che potesse essere pronta anche per il trionfo continentale. Inserita in un girone tosto, ma che vedeva di certo gli Azzurri favoriti, la squadra di Beazort fallì miseramente con un cammino a dir poco imbarazzante. Una sola vittoria e per giunta arrivata all’ultima giornata per 3-1 in casa contro Cipro e un umiliante quarto posto su cinque resero le qualificazioni per l’Europeo del 1984 probabilmente uno dei punti più bui della storia italiana. Ancora entusiasti per la vittoria in Spagna la Nazionale inannelò tre pareggi nei primi tre incontri contro Cecoslovacchia e Romania, sfide giocate in casa, e a Nicosia contro Cipro prima di iniziare una figuraccia dietro l’altra che portò a quattro sconfitte consecutive. Il capolinea venne raggiunto a Napoli dove la Svezia passeggiò al San Paolo vincendo per 0-3 e decretando la definitiva eliminazione. Cinque punti, sei gol fatti, dodici subiti e sette punti di ritardo sulla Romania prima sono l’impietoso girone di qualificazione dell’Italia campione del mondo in carica.

CROAZIA 2000
Nazione nata da poco ma già protagonista assoluta la Croazia aveva colpito tutti quando, dopo gli ottimi quarti di finale a Euro 1996, ottenne il terzo posto al Mondiale di Francia 1998. Una delle nazionali balcaniche più forti di sempre, seconda solo alla splendida squadra che nell’ultima edizione russa arrivò a un passo dalla vittoria finale. Eppure dopo la straordinaria campagna francese qualcosa andò storto. Inserita in un girone dove era grande favorita assieme ai vicini di casa della Jugoslavia pagò a caro prezzo la falsa partenza con la brutta sconfitta per 2-0 subita a Dublino contro l’Irlanda. La situazione riuscì a migliorare in seguito, ma il deludente pareggio a Skopje contro la Macedonia fu fatale. Contro la Jugoslavia arrivarono due pareggi e a nulla valse il gol vittoria di Šuker al novantunesimo contro l’Irlanda. Gli jugoslavi vinsero l girone con diciassette punti e il secondo posto playoff andò all’Irlanda che rimase davanti alla Croazia di un solo punto. Finì così in modo triste lo strepitoso periodo da commissario tecnico di Miroslav Blažević.

TURCHIA 2004
A inizio millennio il calcio turco ha vissuto il suo momento più florido e migliore di sempre. Non solo la nazionale ma anche il Galatasaray aveva portato a casa i primi titoli internazionali. Dopo essere arrivato fino ai quarti di finale a Euro 2000 fu nei Mondiali del 2002 che la Turchia ottenne il suo miglior risultato di sempre con un pazzesco e inatteso terzo posto finale. E verso Euro 2004 la nazionale Şenol Güneş sembrava lanciatissima verso l’approdo in Portogallo. La sfortuna fu nel sorteggio dove l’Inghilterra fu l’avversario e la sconfitta in terra britannica fu decisiva e diede il primo posto alla nazionale dei “Tre Leoni“. Contro Slovacchia, Macedonia e Liechtenstein arrivarono solo vittorie e il secondo posto voleva dire playoff contro la rivelazione delle qualificazioni, la Lettonia. Una sfida scontata sulla carta, ma l’andata a Riga fu più ostica del previsto e Māris Verpakovskis regalò la vittoria ai padroni di casa. Poco male si pensava, nel ritorno a İstanbul il risultato verrà facilmente ribaltato. Ilhan Masiz e Hakan Şükür segnarono i due gol che cambiarono le sorti della qualificazione, ma dopo il 2-0 qualcosa si spense. Laizāns e Verpakovskis trovarono due reti in dieci minuti e con il 2-2 finale la Lettonia trovò la sua prima storica qualificazione a un Europeo mandando alla storia una delle più clamorose eliminazioni di sempre nella storia dei playoff.

INGHILTERRA 2008
Finito il ciclo di Sven Goran Eriksson, fatto di molte speranze e nessun trofeo, l’Inghilterra tornava alla tradizione facendo sedere sulla propria panchina un tecnico inglese emergente, Steve McLaren. Inserita in un girone insidioso con Russia e Croazia la squadra alternò grandi risultati a battute d’arresto clamorose come lo 0-0 a Old Trafford contro la Macedonia. Il grande andamento di Israele però diede una mano alla nazionale dei “Tre Leoni” che tolse ben cinque punti ai russi e si arrivò così all’ultima sfida di Wembley contro la Croazia con due risultati utili. I balcanici inoltre erano già sicuri della qualificazione e tutto lasciava ben sperare. Dopo solo un quarto d’ora arrivarono però le reti di Kranjcar e Olić e Londra iniziò a tremare. La Russia intanto era, come ampiamente preventivato, passata in vantaggio ad Andorra e a fine primo tempo la nazionale inglese era fuori. Nella ripresa qualcosa cambiò e la squadra si riversò in attacco e a testa basso trovò il pareggio con il rigore di Lampard e il gol di Crouch. Sembrerebbe tutto risolto ma Petrić non era d’accordo e a un quarto d’ora dal termine trovò il 2-3 che tagliò le gambe agli uomini di McLaren che non riuscirono più a reagire. In Austria e Svizzera ci andarono Croazia e Russia e per la prima volta dal 1984 l’Inghilterra fu costretta a guardare da casa gli Europei.

OLANDA 2016
Con il passaggio da sedici a ventiquattro squadre la qualificazione per la fase finale dell’Europeo sembrava una pura formalità per le nobili del calcio del Vecchio Continente. E il girone dell’Olanda non sembrava nemmeno dei più complicati, soprattutto per una squadra che negli ultimi due Mondiali aveva ottenuto un secondo e un terzo posto. La campagna però partì malissimo con la sconfitta all’ultimo minuto a Praga contro la Repubblica Ceca, ma proseguì ben peggio. Contro l’Islanda arrivarono due pesanti sconfitte perché dopo il 2-0 di Reykjavík fu ancora Sigurdsson a decidere la sfida dell’Amsterdam ArenA. Ad affossare una situazione drammatica ci pensò la Turchia in quello che ero lo spareggio per il terzo posto playoff e a Konya trionfò con un netto e insindacabile 3-0. La Repubblica Ceca si portò a casa il primo posto vincendo 2-3 proprio in casa degli Oranje e l’Olanda chiuse con un umiliante quarto posto, fuori anche dagli spareggi.