Per molti la sfida tra Barcellona e Liverpool è una finale anticipata per valori attuali e blasone dei due club. Dominatori della seconda metà degli anni ’70 e inizio anni ’80 i reds, icona del nuovo millennio i blaugrana. E i grandi giocatori sono sempre stati attratti da queste due gloriose società e qualcuno ha avuto il privilegio di giocare per entrambe le squadre. Ecco a voi cinque giocatori che han vestito le maglie di Barcellona e Liverpool.

JARI LITMANEN
Uno dei più grandi giocatori degli anni ’90, sicuramente tra i più determinanti e simbolo assoluto del calcio finlandese. Jari Litmanen è stato colui che ha fatto scoprire all’Europa che anche la Finlandia esisteva nel mondo del calcio. Dopo i vari inizi in patria passò a ventun anni nel 1992 all’Ajax e con i Lancieri visse le sue stagioni migliori. Oltre cento i suoi gol tra campionato e coppe, una pazzesca stagione 1993-94 conclusa con trentasei reti stagionali e tanti trofei. Quattro Eredivisie, tre Coppe d’Olanda, quattro Supercoppe d’Olanda e soprattutto la Champions League 1995, l’ultima volta di una squadra olandese. L’Ajax vinse a Vienna contro il Milan ma Litmanen si fece vedere maggiormente l’anno seguente quando a Roma fu il finlandese a pareggiare il gol di Ravanelli della Juventus. In quell’occasione però uscì sconfitto e fu costretto a vedere i rivali bianconeri esultare. Nel 1999, dopo sette anni ad Amsterdam, provò un’altra avventura ma nè con il Barcellona nè con il Liverpool riuscì a imporsi come il grande campione ammirato in passato. I gravi infortuni ne condizionarono il rendimento e in un anno e mezzo in Catalogna furono solo quattro le reti e nelle stesso periodo nel Merseyside migliorò arrivando comunque solo a quota nove. Dopo il fallimento coi Reds giocò ancora per dieci anni in squadre minori e per molti anni in Finlandia, ma non mollò mai la sua nazionale. Ventuno anni dedicati ai “Gufi reali” dal debutto nel 1989 con il Trinidad e Tobago fino alla centrotrentasettesima partita contro Malta nel 2010 che lo rendono il giocatore più presente di sempre e con trentadue gol il miglior marcatore della storia.

LUIS GARCÍA
Interessantissimo prospetto del calcio spagnolo di inizio millennio Luis García non riuscì mai fino in fondo a far vedere la sua classe e spiccare il volo come grande del calcio europeo. Nato a Badalona in Catalogna iniziò proprio nelle giovanili del Barcellona. I molti gol nella squadra gli permisero di girovagare per vari prestiti tra Tenerife, Toledo e soprattutto Valladolid. Nel 2002 fu l’Atlético Madrid ad acquistarlo a titolo definitivo e con i Colchoneros incantò rivelandosi uno dei migliori giovani della Liga. I blaugrana allora sfruttarono una clausola di recompra, ma nel suo ruolo acquistarono anche dal Paris Saint Germain un tale Ronaldinho. Chiuso dal brasiliano dopo un solo anno venne mandato via in direzione Liverpool, fortemente voluto dal suo ex allenatore al Tenerife Benítez. I gol contro la Juventus ai quarti e la rete fantasma contro il Chelsea in semifinale furono decisive per la vittoria della Champions League dei Reds. Si conquistò anche la maglia della Spagna e la convocazione a Germania 2006 ma da lì in poi iniziò il suo calvario. La rottura del legamento anteriore del crociato ne limitò la carriera in seguito e dal 2007 iniziò a girovagare per il mondo lasciando ancora intravedere qualcuno sprazzo di antica classe.

JAVIER MASCHERANO
Giocatore dalle mille qualità, in grado di giocare sia in mediano che in difesa e garantire sempre un rendimento eccellente. Javier Mascherano è uno dei centrocampisti meno spettacolari ma più essenziali degli ultimi anni. Partito in patria con il River Plate lasciò Buenos Aires a ventun’anni per trasferirsi nel vicino Brasile al Corinthians. Con il connazionale Tevez fece cose eccelse che gli permisero la chiamata in Europa al West Ham. Con gli Hammers non sbocciò mai l’amore e dopo solo una stagione passò al Liverpool dove con Gerrard formò uno dei migliori centrocampi della Premier League. Non riuscirà mai a portare a casa grandi trofei con i Reds ma riuscì comunque a crearsi una caratura internazionale di tutto rispetto e quando se ne andò il suo maestro Benítez nel 2010 decise anch’egli di andarsene. Molti pensavano che avrebbe seguito il suo allenatore all’Inter e invece Mascherano firmò per il Barcellona con il quale divenne un libero dei tempi moderni. Il suo apporto alla squadra fu fondamentale e con i catalani vinse tutto ciò che si poteva vincere. Il gol fu sempre una sua pecca e per realizzare la sua prima e unica rete catalana si dovette aspettare un rigore concessogli dalla squadra contro l’Osasuna nell’aprile 2017. Ma la grinta e l’intelligenza tattica facevano sì che Mascherano non avesse bisogno di essere anche goleador.

JOSÉ MANUEL REINA
Madrileno della Capitale ma catalano di adozione, Pepe Reina fu uno dei portieri che avrebbero dovuto sostituire Zubizarreta ma che per varie ragioni fallirono. Dopo aver fatto tutte le trafile nelle giovanili debuttò a soli diciotto anni nel 2000 e per un paio d’anni venne considerato un titolare della porta dei catalani. Alternato ai vari Rüştü e Bonano riuscì a giocare per oltre trenta volte, ma il pessimo periodo dei blaugrana ne limitò il rendimento. Se ne andò nel 2002 al Villareal dove si conquistò la fama di pararigori e fu tra i protagonisti della prima storica qualificazione in Champions League del Sottomarino giallo. La campagna europea però non la visse al Madrigal, ma bensì ad Anfield perché nonostante le parate in finale di Champions League il Liverpool campione d’Europa aveva bisogno di un portiere più affidabile di Dudek e così acquistò Pepe. Divenne una colonna dei Reds per otto lunghi anni prendendosi la ribalta in una semifinale di Coppa dei Campioni del 2007 quando ai rigori fu decisivo nell’eliminazione del Chelsea di Mourinho. Nel 2013 lasciò il Merseyside per approdare in un suo altro grande amore, il Napoli prima di passare al Milan.

BOUDEWIJN ZENDEN
Overmars a destra e Zenden a sinistra, questa è stata per anni lo schieramento sugli esterni dell’Olanda e per anni anche del Barcellona. Dopo i debutti in patria al Psv Eidnhoven venne acquistato dai catalani nel 1998 dopo che Bolo aveva disputato un grande Mondiale francese. Sulla fascia sinistra del Camp Nou ci rimase per tre stagioni dove segnò poco ma dispensò moltissimi assist, anche se qualche infortunio ne limitò la carriera. Nel 2001 iniziò la sua prima avventura in Inghilterra con il Chelsea e dopo due anni passò al Middlesbrough dove giocò le sue migliori annate in Premier. Le prestazioni nel North Yorkshire gli permisero di essere acquistato dai campioni d’Europa del Liverpool ma la sfortuna si accanì e un grave infortunio al ginocchio ne bloccò tutta la stagione. Rimase anche nella stagione successiva facendo parte della rosa della squadra che arrivò in finale di Champions League e fu titolare nell’ultimo atto ad Atene contro il Milan dove giocò un’ora prima di essere sostituito da Kewell. Pochi anni dopo chiuse la carriera dopo esperienze al Marsiglia e al Sunderland.