Juventus e Ajax questa sera si contenderanno l’ingresso nella semifinale di Champions League e dopo l’1-1 dell’andata tutto è ancora aperto. I Lancieri stanno dimostrando di essere una squadra forte e ben organizzata e per i bianconeri ci sarà da soffrire. Vari giocatori hanno vestito entrambe le maglie e questi sono solo cinque di quelli che hanno giocato per le due maglie.

EDGAR DAVIDS
Il mastino olandese Edgar Davids è stato uno dei più apprezzati mediani di rottura nella storia recente della Juventus. Cresciuto nelle giovanili dell’Ajax venne lanciato in prima squadra nel 1991 e per cinque anni deliziò il pubblico di Amsterdam ottenendo grandi soddisfazioni. Vinse l’ultima Champions League di un’olandese nel 1995 a Vienna contro il Milan, ma perse l’anno dopo a Roma contro la Juventus dove Edgar sbagliò uno dei rigori nella lotteria finale. Alla fine di quella stagione iniziò la sua avventura italiana al Milan, ma i grossi cambiamenti in casa rossonera però non aiutarono il suo adattamento e nel 1997 fu la Juve a dargli fiducia e a fare un grande affare. Sul finire del 2003 però il suo rapporto con Marcello Lippi divenne sempre più aspro e impossibile da portare avanti e nel gennaio 2004 il Barcellona fu felicissimo di accoglierlo nelle proprie fila. In Catalogna disputò la sua ultima stagione ad alto livello, ma l’esperienza durò solo sei mesi prima di passare all’Inter dove però inziò la sua fase calante.

ZDENĚK GRYGERA
Terzino destro in grado di garantire spinta in fase offensiva legò la sua carriera proprio alle maglie di Ajax e Juventus. Iniziò da giovane in patria nella Svit Zlín che lo fece debuttare nella seconda divisione ceca prima di passare dopo un solo anno in 1.Liga con il Petra Drnovice. Qui si rivelò uno dei migliori terzini del campionato e nel 2000 si guadagnò la convocazione per l’Europeo Under 21 dove la nazionala ceca ottenne il secondo posto e a fine torneo passò allo Sparta Praga. Due campionati cechi e la vittoria dell’Europeo Under 21 del 2002 gli aprirono le porte dell’Ajax dove passò quattro grandi stagioni. Vinse abbastanza poco, con solo un campionato ma divenne una figura insostituibile in nazionale. La Juve post Calciopoli aveva bisogno di riformarsi e nel 2007 riuscì a strappare a parametro zero proprio il terzino ceco che si fece apprezzare nei due anni con Ranieri. Storico il suo gol in un 1-1 contro l’Inter di Mourinho, ma gli infortuni e il pessimo andamento della Juve nelle due annate successive ne limitatorono il rendimento e così nel 2011 se ne andò al Fulham dove chiuse la carriera un anno dopo.

ZLATAN IBRAHIMOVIĆ
Uno dei giocatori più dominanti del nuovo millennio. Campione di forza, leadership e abilità nel segnare e far segnare. Zlatan Ibrahimović è sicuramente uno dei simboli del calcio dall’ultimo ventennio e fu proprio l’Ajax a scoprirlo. Dopo i promettenti inizi in Svezia al Malmö i Lancieri spesero quasi otto milioni di euro per acquistarlo e fu il passaggio più costoso nella storia del club di Amsterdam fino a quel momento. Il primo anno però non fu rose e fiori con Ibra che faceva fatica ad ambientarsi e il club che stava pensando di cederlo. Nella prima partita di Champions del nuovo anno iniziò però una nuova carriera e con una splendida doppietta al Lione nacque il giocatore che fu decisivo per i successi dei Lancieri. Il suo carattere forte però lo mise in contrapposizione col capitano del tempo, Rafael Van der Vaart, e nell’ultimo giorno del mercato estivo del 2004 la Juventus riuscì ad acquistarlo. Con Capello ci mise poco a diventare titolare scalzando mostri sacri come Del Piero e Trezeguet e fu il capocannoniere della squadra che a fine anno vinse il titolo. Molto meno bene la stagione successiva con pochi gol e molti errori, ma trovò comunque la decisiva zampata nella sfida scudetto con l’Inter. A fine anno scoppiò Calciopoli e Ibra non volle scendere in Serie B e furono proprio i nerazzurri ad acquistarlo diventando uno dei giocatori più odiati dal tifo bianconero.

MICHAEL LAUDRUP
Fratello di Brian, ma vero grande campione di famiglia, Michael Laudrup è stato uno degli esterni più forti della sua generazione. Ala imprendibile dimostrò fin da giovanissimo di essere un campione e a diciannove anni la Juventus lo acquistò dal Brøndby. Nel suo ruolo c’era però un certo Boniek e allora venne ceduto in prestito per due anni alla Lazio dove visse grandi stagioni a livello personale ma fu nella squadra che retrocedette del 1985. E allora in casa Juve era tempo di mescolare le carte e con il polacco alla Roma fu Laudrup a tornare a Torino ed essere titolare inamovibile dello scudetto del 1986. Disputò altre stagioni a buoni livelli prima di passare nel 1989 al Barcellona. Nel 1992 non riuscì a disputare il glorioso Europeo della sua Danimarca e questo resterà per sempre il suo più grande rimpianto. Dopo essere passato anche al Real Madrid e in Giappone al Vissel Kobe nella stagione 1997-98 capì che poteva ancora giocarsi la chance del suo ultimo Mondiale e allora fu l’Ajax e dargli una maglia. Ad Amsterdam non arrivò certo per svernare ma giocò una grande stagione dove segnò undici gol in ventun partite e la chiamata per la Francia la sua logica conseguenza.

SUNDAY OLISEH
Centrocampista dotato di grande abilità nel calciare da fuori area e impostare l’azione che ebbe però una carriera al di sotto delle aspettative. Dopo essersi fatto conoscere in Belgio con il Liegi e aver vinto la Coppa d’Africa nel 1994 venne acquistato dalla Reggiana dove trovò il suo primo gol in Serie A, ma a fine anno arrivò anche la retrocessione. Passò in Germania al Colonia e nel 1996 con la Nigeria fu protagonista dello storico oro Olimpico contro l’Argentina. Un anno dopo fu l’Ajax ad acquistarlo e qui passò probabilmente le sue due stagioni migliori. Riuscì a segnare anche otto gol, vincendo un campionato e due Coppe d’Olanda e allora la Juventus sborsò la bellezza di ventun miliardi di lire per acquistarlo. Sotto la guida di Ancelotti però le cose non andarono bene e Sunday fu una delle più grandi delusioni e a fine anno venne venduto al Borussia Dortmund dove vinse anche un campionato.