La storia del Barcellona è piena di grandissimi campioni che hanno scritto pagine importantissime della storia del calcio. Ma non sempre le cose sono state felici per i catalani e non tutti i giocatori sono entrati nella storia blaugrana. Questi sono cinque giocatori passati da Barcellona senza lasciare il segno.

1) Demetrio Albertini
Simbolo del Milan di Capello negli anni ’90 Demetrio Albertini è stato il faro del centrocampo italiano per due Mondiali nel 1994 e nel 1998. Con i rossoneri ha vinto tutto, ma in Azzurro ha dovuto vivere due cocenti delusioni perdendo una finale Mondiale e una Europea. Dopo quattordici anni lasciò la Lombardia per trasferirsi in Spagna all’Atlético Madrid, ma la sua avventura iberica sembrò durare un solo anno. Nel 2003 tornò in Italia alla Lazio e la stagione successiva decise di passare alla neopromossa Atalanta. A Bergamo però ebbe molte incomprensioni e la pessima stagione dei nerazzurri lo portò a gennaio a tornare in Spagna e a vestire per cinque partite la gloriosa maglia del Barcellona con la quale a fine stagione darà fine alla sua carriera.

2) Martín Cáceres
Una sola stagione al Barcellona per Martín Cáceres, ma che grande annata. L’uruguaiano arrivò in Spagna a 20 anni dal Defensor nel 2007 dopo una grande stagione nel Recreativo Huelva venne acquistato nel 2008 dai blaugrana. Con Guardiola in panchina e due fenomeni come Puyol e Piquè davanti giocò molto poco, ma comunque riuscì a entrare nella lista dei giocatori che a fine anno otterranno il Triplete. Nella stagione successiva provò l’avventura italiana alla Juventus e dopo un anno in prestito venne ceduto al Siviglia, prima di tornare a Torino e diventare un elemento importante prima per Conte e poi per Allegri. In nazionale fu tra i protagonisti della straordinaria vittoria del 2011 in Copa América.

3) Francesco Coco
Passato alla storia più per essere stato uno dei fidanzati storici di Manuela Arcuri, Francesco Coco ha vissuto anche una discreta carriera all’inizio potendo giocare in tre delle più grandi squadre del pianeta. Partito nelle giovanili del Milan arrivò fino alla prima squadra rossonera dove riuscì a debuttare in Serie A. Due scudetti in tenera età, due prestiti a Vicenza e Torino e poi l’esplosione nel 2001 con il passaggio proprio a Barcellona. E in blaugrana giocò alla grande tanto da guadagnarsi a fine anno la convocazione per il Mondiale di Corea del Sud e Giappone. L’esperienza catalana però durò solo un anno e al termine della stagione tornò a Milano sponda Inter, ma in nerazzurro fu un fiasco. Molti infortuni e più uscite sui giornali di gossip che in campo dove totalizzò la miseria di ventisei partite in tre anni. Disputò una buona stagione a Livorno prima di chiudere la carriera a soli trent’anni con il Torino.

4) Edgar Davids
Il mastino olandese Edgar Davids è stato uno dei più apprezzati mediani di rottura nella storia recente della Juventus. Cresciuto nelle giovanili dell’Ajax venne lanciato in prima squadra nel 1991 e per cinque anni deliziò il pubblico di Amsterdam prima di iniziare la sua avventura italiana al Milan. I grossi cambiamenti in casa rossonera però non aiutarono il suo adattamento e nel 1997 fu la Juve a dargli fiducia e a fare un grande affare. Sul finire del 2003 però il suo rapporto con Marcello Lippi divenne sempre più aspro e impossibile da portare avanti e nel gennaio 2004 il Barcellona fu felicissimo di accoglierlo nelle proprie fila. In Catalogna disputò la sua ultima stagione ad alto livello, ma l’esperienza durò solo sei mesi prima di passare all’Inter dove però inziò la sua fase calante.

5) Simão Sabrosa
Stella del Portogallo e simbolo del Benfica Simão Sabrosa iniziò giovanissimo a far parlare di sè vestendo la maglia dell’altra squadra della Capitale: lo Sporting. Le prestazioni con i biancoverdi furono estremamente convincenti e a soli vent’anni venne acquistato dal Barcellona. Il suo acquisto avvenne decisamente troppo presto e nei due anni al Camp Nou non riuscì a sfondare andando in rete solo tre volte. Nel 2001 tornò in patria al Benfica dove visse sei anni favolosi che gli permisero di diventare un titolare inamovibile della nazionale portoghese. Riproverà qualche anno dopo l’avventura in Spagna con risultati migliori nell’Atlético Madrid e nell’Espanyol prima di chiudere la carriera nel North End.