La Lazio si è dannatamente complicata la vita con le due sconfitte in trasferta con Cluj e Celtic e ora se vuole provare a passare il turno è costretta a vincere all’Olimpico contro gli scozzesi. Molti giocatori importanti sono passati dalle parti di Celtic Park, anche un grande ex di giornata, ed ecco a voi cinque giocatori che probabilmente non ricordavate avessero giocato con la squadra cattolica di Glasgow.

PAOLO DI CANIO
L’amore tra Paolo Di Canio e la Gran Bretagna è noto a tutti. Un calcio che ha sempre esaltato le qualità di un giocatore tutto genio e sregolatezza e che forse proprio per questo ha dovuto lasciare la Serie A in anni dove il tatticismo veniva prima della tecnica. Romano e grande tifoso della Lazio iniziò nella giovanili della sua squadra del cuore prima di passare in prestito alla Ternana. Un anno in Umbria e poi il ritorno nella Capitale dove restò per tre anni facendo vedere grandi cose, tanto che la Juventus di Maifredi lo volle con sé in squadra. Tre anni a Torino, prima di una fugace parentesi al Napoli dove segnò il suo gol italiano più bello, e poi al Milan dove vinse il suo unico campionato. Nel 1996 però decise di lasciare il Belpaese e a chiamarlo fu il Celtic. A Glasgow Di Canio ci rimase solo per un anno ma tanto bastò per farsi amare alla follia dalla tifoseria biancoverde. Dodici gol in Scottish Premier League e il riconoscimento a fine anno di miglior giocatore del campionato. Questo fece sì che anche l’Inghilterra si accorse di lui e l’anno dopo passò allo Sheffield Wednesday prima di diventare una colonna del West Ham. Ancora un anno in Inghilterra al Charlton prima di tornare al suo grande amore, la Lazio e chiudere nel 2008 con la Cisco Roma.

MASSIMO DONATI
In giovane età era considerato uno dei centrocampisti più promettenti nel panorama calcistico italiano ed europeo, ma nel corso degli anni si è via via perso per strada. Dopo una promozione e una grande salvezza in A con l’Atalanta, Massimo Donati venne acquistato dal Milan convinto di poter formare con Pirlo un grande centrocampo che potesse durare a lungo. Ma se il bresciano non deluse, l’avventura rossonera del friulano si fermò dopo un solo anno iniziando a girare con vari prestiti. Parma, Torino, Sampdoria, Messina e il ritorno all’Atalanta, prima che nel 2007 qualcuno decise di acquistarlo a titolo definitivo. Quella squadra era il Celtic e nel gioco duro della Scottish Premier League Donati si ritrovava alla perfezione. Due anni importanti quelli passati a Glasgow, dove assaggiò la Champions League togliendosi anche la soddisfazione di battere quel Milan che non aveva creduto in lui. Un infortunio ne limitò pesantemente la seconda annata e nel 2009 tornò in Italia al Bari, ma la Scozia gli era entrata nel cuore. Terminò la carriera tra Hamilton Academical e Saint Mirren e oggi è vice allenatore del Kilmarnock.

 

 

JUNINHO PAULISTA
In Sudamerica è sempre stato considerato come uno dei giocatori più talentuosi della sua generazione, ma nonostante questo l’Europa per lui fu sempre problematica. Juninho Paulista fu un centrocampista funambolico, dotato di grande classe e di un dribbling molto spettacolare e dopo due grandi stagione al San Paolo venne portato in Inghilterra dal Middlesbrough. Il Boro fu la squadra dove, tra varie cessioni e successivi ritorni, riuscì a far vedere le migliori cose, anche se il rigido clima britannico spesso non riusciva a fargli rendere al meglio. Passò all’Atlético Madrid e del suo passaggio in Spagna ne beneficiò Christian Vieri che grazie a molti suoi assist vinse la classifica marcatori, ma con l’arrivo di Sacchi la situazione fu drammatica per lui e il ritorno a Middlesbrough prima e in Brasile poi la logica conseguenza. Vinse il Mondiale del 2002 come attore non protagonista e dopo essere tornato ancora nel Nord dello Yorkshire passò nel 2004 al Celtic. La fisicità nel calcio scozzese male si abbinava alle sue grandi qualità e a Glasgow riuscì solo a far vedere in minima parte la sua classe giocando solo nove gare e segnando un gol. Dopo un solo anno lasciò definitivamente l’Europa per passare al Palmeiras e chiudere nel 2010 all’Ituano.

FREDRIK LJUNGBERG
Uno dei più grandi giocatori svedesi degli ultimi trent’anni, capace di far bene in tutte le zone del centrocampo e con la grande dote di servire favolosi assist ai compagni. Freddy Ljungberg fu scovato nel 1998 a soli ventun’anni da Wenger e portato all’Arsenal dopo gli esordi in patria con l’Halmstad. Il suo passaggio a Londra fece la fortuna sua e dei Gunners e fu tra i protagonisti assoluti dei due titoli nel 2002 e nel 2004. In particolare modo è la prima Premier League ad avere un suo importante marchio dove realizzò il suo record assoluto di dodici centri e a fine anno vinse il premio di miglior giocatore svedese dell’anno, premio bissato nel 2006 quando raggiunse la finale di Champions. Nel 2007 decise di lasciare l’Arsenal per passare al West Ham ma i ritmi elevati del calcio inglese iniziavano a creargli problemi e quindi decise di passare negli Stati Uniti deliziando il pubblico della Mls con i Seattle Sounders e con i Chicago Fire. Nel dicembre 2010 volle però provare un’ultima esperienza europea scegliendo il Celtic, ma qualche acciacco di troppo non gli permise di lasciare il segno. A fine anno alzò la Coppa di Scozia, ma in biancoverde giocò solo sette partite, prima di chiudere la carriera tra Giappone e India.

VIRGIL VAN DIJK
Per molti è il miglior difensore al mondo e meritevole del Pallone d’Oro, di sicuro è una delle colonne del Liverpool campione d’Europa. Virgil Van Dijk è un altro grande giocatore con origini del Suriname che ha fatto la fortuna dell’Olanda, anche se su di lui ci furono tante perplessità. L’esordio in Eredivisie infatti avvenne con il Groningen quando aveva già compiuto vent’anni e in biancoverde fece vedere grandi doti a livello fisico, ma una scarsa predisposizione tattica. Nel 2013 passò in Scozia al Celtic e qui fu la sua fortuna. In due anni migliorò moltissimo soprattutto nell’uno contro uno e i due titoli vinti fecero sì che anche la sua autostima crescesse. Dopo il trascorso a Glasgow, con anche l’ottimo bottino di nove gol realizzati, arrivò il passaggio in Premier al Southampton. In un campionato molto più difficile divenne una colonna dei Saints prima di passare nel gennaio 2018 al Liverpool. Sei mesi di ambientamento prima della magica annata 2018-19 dove vinse la Champions venendo eletto miglior giocatore della competizione.