Il Manchester United a Torino deve riscattare la prova molto opaca di due settimane fa e per farlo serviranno i migliori “Red Deviles”. E con l’Italia il rapporto è stato rafforzato anche dall’acquisto di giocatori dal Belpaese e questi sono cinque italiani che hanno vestito la maglia dello United.

1) Pierluigi Gollini
Giovane portiere emiliano di belle speranze ha iniziato la carriera nelle giovanili della Spal, ma a Ferrara ci rimase solo un anno. La Fiorentina aveva messo gli occhi su di lui e in particolare il d.s. Pantaleo Corvino che lo portò in Toscana. Nel 2012 arrivò però la chiamata del Manchester United, forse inattesa ma sicuramente graditissima dal giocatore tanto da far imbestialire la società viola che fece un insolito durissimo comunicato dove ringraziava i giovani che non andavano in Inghilterra in quanto non sarebbero mai esplosi con quella maglia. Ed effettivamente anche per Gollini la storia si ripetè. Due anni con i “Red Deviles” senza mai debuttare in prima squadra e la rescissione del contratto dopo due anni con conseguente approdo al Verona.

2) Federico Macheda
Un giovane che invece riuscì a debuttare in prima squadra, e per un brevissimo periodo diventare l’idolo di Old Trafford, fu il romano Federico Macheda. Tutta la trafila nelle giovanili della Lazio prima di salutare tutti e andarsene a Manchester nel 2007. Tra i giovani diavoli rossi ben figurò e in una pazza partita dell’aprile 2009 contro l’Aston Villa Sir Alex Ferguson decise di mandarlo in campo. Fu proprio il giovane laziale a decidere la sfida con una grande girata di destro con la quale diede i tre punti ai suoi. Sette giorni dopo fu ancora lui a deviare un tiro da lontano per la vittoria di Sunderland e sembrò che fosse nata una stella. Saranno invece le sue ultime settimane di gloria. Da allora moltissima panchina, molti prestiti ingloriosi e un peregrinare in giro per l’Europa senza però mai più riuscire a tornare a essere il Macheda dell’aprile 2009.

3) Davide Petrucci
Davide Petrucci era considerato uno dei più grandi talenti del calcio italiano del nuovo millennio, ma la sfortuna si mise spesso contro di lui. Nato a Roma giocò per i giallorossi fino al 2008 quando seguì le orme del suo conterraneo Macheda e andò al Manchester United. Trequartista di grande classe venne pagato duecentomila sterline dagli inglesi per averlo in squadra ma gli infortuni si misero di mezzo. Uno all’anno e sempre in punti diversi e Petrucci visse più tempo in infermeria che in campo. A 22 anni se ne andò è iniziò dei prestiti poco fortunati al Peterborough, ai belgi dell’Anversa e al Charlton, prima di essere definitivamente venduto in Romania al Cluj ed essersi ora trasferito in Turchia al Çaykur Rizespor.

4) Carlo Sartori
Nato a Caderzone Terme in provincia di Trento, Carlo Sartori si trasferì giovanissimo a Manchester con la famiglia e all’età di quindici anni venne portato nelle giovanili dello United e si fece le ossa assieme a un certo George Best. Debuttò in prima squadra nell’ottobre 1968 e divenne il primo giocatore non britannico a debuttare in campionato con lo United. E il suo rendimento in prima squadra fu buono, ma il suo ruolo di seconda punta lo limitò molto in una squadra con fenomeni come Best e Charlton. Decise allora di arretrare il proprio raggio d’azione e si piazzò a centrocampo davanti alla difesa ma pian pianino il suo utilizzo divenne sempre meno frequente e nel 1973 tornò in Italia al Bologna. Un lungo giro per la provincia italiana, con ottime prestazioni soprattutto a Lecce prima di chiudere la carriera con la maglia del Trento.

5) Massimo Taibi
Portiere dal grandissimo potenziale Massimo Taibi è stato un grande rimpianto per il calcio italiano. Sempre considerato un lusso per le squadre di provincia, ma mai in grado di sfruttare le due grandi occasioni avute in carriera. Dopo aver iniziato nelle serie minori è a Piacenza dal 1992 al 1997 che si fece un nome e una fama tale da essere considerato il futuro Sebastiano Rossi al Milan. Per tutta il girone d’andata della stagione 1997-98 fu lui il titolare ma causa anche il pessimo anno dei rossoneri non riuscì a sfondare e nel ritorno Capello preferì tornare al passato. Un ottimo anno in prestito a Venezia gli valse la chiamata del Manchester United. Il debutto fu da sogni, nell’acesissima sfida contro il Liverpool Taibi venne nominato “Man of the Match” e gli inglesi pensarono già di aver risolto il dopo Schmeichel. Una papera clamorosa contro il Southampton però gli costò molto cara e dopo sole quattro partite a gennaio tornò alla Reggina riuscendo anche a segnare un gol. Atalanta, Torino e Ascoli le sue ultime destinazioni.