Il volo dei gabbiani si ferma a Londra: ci avevano sperato tanto i tifosi del Brighton, una delle belle favole di questa FA Cup che ha dovuto riportare i piedi per terra nella semifinale della coppa contro il Manchester City.

Il sogno, ovviamente, era quello di trasformarsi in una vera e propria giant-killer nell’occasione più importante di tutta la stagione, ma purtroppo per i Seagulls dall’altra parte c’era una squadra troppo affamata di vittorie per lasciare la presa. Sì, perché in questa stagione il City non è più devastante come qualche mese fa e anche il campionato è ancora in bilico, diviso con un Liverpool che nonostante qualche passo falso non distoglie lo sguardo dal grande obiettivo.

Vincere l’FA Cup diventa dunque una sorta di dovere morale per Pep Guardiola che dopo aver strabiliato tanto lo scorso anno, vuole provare a riempire ancora la sua bacheca con tutti i trofei rimasti a disposizione. In campo non c’è Sergio Agüero, ma il talento di Gabriel Jesus basta e avanza per stendere il Brighton con una sola rete dopo 4 minuti di gioco, un colpo di testa in tuffo letale e decisivo servito dal piede delicato di Kevin De Bruyne. E ovviamente tra le due squadre non c’è storia: il City attacca e si limita a gestire il gioco alla sua maniera, concedendo ben poco agli avversari che si accontentano di difendere la porta per scongiurare una possibile goleada.

Il sogno dei gabbiani svanisce, ma per il Brighton resta la consapevolezza di aver onorato la coppa fino alla fine, superando avversari ben più esperti nei turni precedenti. Per i Citizens invece vincere diventa quasi un obbligo: dall’altra parte in finale si ritroverà una tra Watford e Wolverhampton, squadre che sulla carta riuscirebbe a battere con molta facilità. Attenzione però, in FA Cup tutti i miracoli sono all’ordine del giorno, anche in finale.