Quando, prima di partire per il Mondiale con i galloni di terzino sinistro titolare della Germania, Jonas Hector aveva annunciato la permanenza (con rinnovo) al Colonia, in molti si erano sorpresi della scelta. Lo avrebbero seguito Horn, Risse, Höger, Meré, Cordoba e diversi altri giocatori che avrebbero tranquillamente trovato spazio in Bundesliga, anche in top club, specialmente Timo Horn. Hector poteva finire ovunque, lo voleva mezza Europa. Invece ha deciso di rimanere con l’effzeh anche in seconda divisione dopo la disastrosa retrocessione. Per lui si parlava di squadre dal blasone internazionale. Ma lui che a Colonia è diventato un calciatore di primo piano, ha preso una decisione di cuore. Lui come gli altri, sotto uno slogan, un coro: “L’effzeh è il mio club, Colonia è la mia città”.

Nella mente dei tifosi un filo più anziani, si è vissuta una situazione simile a quella dell’estate 2004, quando uno dei talenti più limpidi e migliori di Germania, fresco di esordio in nazionale, era rimasto al Colonia nonostante la retrocessione in Zweite. Il diciannovenne Lukas Podolski, entrato nel club nel 1995 a soli 10 anni, sarebbe poi diventato il capocannoniere del campionato con 24 reti e avrebbe trascinato i suoi compagni fino all’immediato ritorno in Bundesliga nel 2005.

Anche oggi Poldi rappresenta forse meglio di tutti in ambito calcistico (e non solo) la città di Colonia. L’attaccante tedesco ha collezionato 181 partite con la squadra del Nordrhein-Westfalen. All’apparenza poche per essere una bandiera, ma il rapporto tra l’ex Arsenal e la sua città va oltre il semplice numero di presenze. Anche perché ancora oggi, in città, la sua presenza si fa sentire in altri modi. Anche nel cuore dell’Altstadt, la città vecchia, il centro di Colonia.

La forte identificazione tra città e squadra a Colonia si manifesta in tanti modi, non solo con i muri e nei dintorni dello stadio. Attraversando l’Altstadt, la città vecchia e il centro, si raggiunge il Museo dello Sport, dove è allestito all’interno uno spazio molto ampio dedicato proprio al Colonia. Un muro con tutti i giocatori che hanno vestito, anche per una sola partita, la maglia dell’Effzeh; video dei momenti storici, dal ritorno in Europa nel 2017 al double del 1978; il Meisterschale e la DFB-Pokal conquistate proprio in quell’anno; esperienze visive tridimensionali e tutte le maglie; ovviamente, Hennes il caprone e la sua storia. Tutto quello che è stato il Colonia nel passato e quello che è nel presente.

Il calcio è presente in città, l’effzeh è un’istituzione quasi quanto il Duomo e Hohenzollernbrücke, il ponte sul Reno più famoso e iconico della città, non solo per tutti i lucchetti che vi sono attaccati.

Meno un simbolo è il RheinEnergieStadion, l’impianto più importante, che ospita le partite del Colonia e altri eventi, tra cui gare del Mondiale 2006, finali di Coppa femminile, un match di hockey durante la pausa invernale del calcio tedesco, concerti.

Lo stadio non è mostruosamente moderno, tutt’altro. Abbastanza vecchio stile, ma esteticamente si inserisce bene nel contesto cittadino. Circondato da prati che in primavera di popolano di gente, con piste quasi appositamente dedicate a chi vuole correre, alcuni campi intorno in cui giocano perlopiù squadre di bambini.

All’interno dello stadio si trova lo store, con una lista delle attività. Ne ruba subito l’occhio una in particolare: “Sulle tracce di Podolski”, un tour all’interno dello stadio nel segno del giocatore forse più amato degli ultimi 30 anni. Difficile spingersi più indietro, visto che troveremmo mostri sacri come Allofs, Overath, Schumacher, Littbarski, Dieter Müller e altri nomi che han fatto la storia del calcio tedesco.

Oggi, però, l’accostamento è facile e immediato: dici Colonia del calcio, pensi Podolski. Lui che nella sua città torna ogni volta che può, ma dal 2012 ha vagato per il mondo: Inter, Arsenal, Galatasaray e ora Vissel Kobe. A “rappresentarlo” sono tre posti in particolare: Strassenkicker, Mangal Döner e Ice Cream United. Il suo negozio di vestiti (com’è sua anche la linea), il suo Döner Kebab e la sua gelateria. Si trovano in tre punti diversi della città, soltanto Strassenkicker è in pieno centro.

Come la città si identifica molto nell’effzeh (con buona pace del Fortuna Köln, club di Dritte che vive all’ombra dei concittadini), Podolski si identifica nella stessa. E viceversa. Per i calciofili, l’associazione Poldi-Köln è la più banale e scontata. Forse lo è meno per gli altri, perché il campione del mondo non è mai stato un calciatore particolarmente “glamour” o seguito, ma in città è una presenza costante. Entrando da Ice Cream United lo si può trovare dietro il bancone che serve gelati o li prepara, oppure lo si può trovare a infornare il pane da Mangal.

Atti d’amore verso la sua città e la sua gente – come quelli di Hector e Horn – sfociati e riassunti perfettamente in una canzone che è diventata quasi un inno per Colonia. Ideata e co-prodotta da Podolski, cantata dai suoi amici Mo-Torres, il rapper, e il gruppo Cat Ballou. Il nome: “Liebe deine Stadt”, “Ama la tua città”. Un mantra per il classe 1985 tedesco, per Hector, per Horn, Risse e tutti gli altri che si sono legati all’effzeh. E, di conseguenza, anche alla città di Colonia.

Colonia, la città dell’effzeh e di Podolski

Panoramica sul Reno e sull’Altstadt di Colonia.

 

Dal museo dello Sport, la panoramica della città.

Il Duomo di Colonia, domina la città.

Monumento a Federico Guglielmo III di Prussia.

Heumarkt in inverno.

 

MIniatura del duomo… “Personalizzata”.

 

Il RheinEnergieStadion, principale impianto di Colonia.

Dentro al RheinEnergieStadion.

 

Un kebab, un negozio di vestiti, Ice Cream United: Podolski e le sue “tracce” a Colonia.