Dopo due rovinose sconfitte in altrettanti confronti col CSKA Mosca, salutata la Champions e saliti sul treno dell’Europa League, era il momento di ingranare. Non c’erano altre chance possibili per l’AEK, che dall’andata/ritorno coi moscoviti ha imparato un paio di cose: in primis prestare attenzione su palle altre e calci piazzati, in secundis acquistare un nuovo attaccante vista la poca incisività di Marko Livaja. E perché, visto che il croato è arrivato in prestito dal Las Palmas allenato da Roberto De Zerbi, non approfittare del canale preferenziale con la società canaria per accaparrarsi le prestazioni di Sergio Araujo, uno che nell’Atene giallonera dimorava da gennaio? Tutto giustissimo e perfettamente coerente nel suo susseguirsi logico, ma il match contro il PAS Lamia è stato deciso invece da Livaja. Non direttamente, ma c’è da dire che una sgroppata del subentrato ha portato al rigore che l’altro sostituto Christodoulopoulos ha realizzato. Lo 0-1 finale è dunque un elogio al pragmatismo, ma anche un monito importante: Araujo in fin dei conti è partito dal 1′ ma stavolta non ha combinato troppo, Livaja è entrato e ha spaccato la partita. Manolo avrà un dolce, dolcissimo problema in più da risolvere…

Lamia - AEK 0-1

Polveri bagnate – Esordio stagionale allo Spyros Louis, senza pubblico e con espulsione di Hugo Almeida dopo manco mezz’ora: 2-0, con rigore del portoghese e sinistro di Johansson. Trasferta a Giannina contro il PAS, 3-5-2 di Jiménez, battaglia dura ma pari per 0-0. Ospitata del Larissa ad Atene, davanti al tifo giallonero dove tornava il 4-2-3-1 e soprattutto è tornato il vero AEK: è poker, 4-0, firmato dagli autori Mantalos, Klonaridis, Bakasetas e Araujo a pochi minuti dalla fine (serviva sfogare la potenza delle bocche di fuoco davanti). Il quarto impegno stagionale prevedeva la trasferta al Peristeriou di Lamia, nella Fiotide, per combattere col coltello tra i denti contro la formazione di Babis Tennes. E dunque, Jiménez pur in ottima derby (prossimo turno) non ha risparmiato nessuno: la difesa del Lamia ha retto bene, la mediana svedese Ajdarević-Johansson ha fatto filtro ma i quattro davanti hanno inciso poco. Dopo 3′ Anestis ha dovuto opporsi a Piti, mentre la carica è partita da Vranjes (incornata su corner battuto da Mantalos) ma è stata acqua nel deserto perché il PAS non ha nutrito alcun timore reverenziale di fronte al Δικέφαλος Αετός e ha rischiato di passare in vantaggio con Blazic.

Marko e Lazaros – L’infortunio subito da Hélder Lopes (al rientro dagli spogliatoi, Jiménez è stato costretto al cambio con Rodrigo Galo) ha scombinato i piani e gettato dubbi circa la possibile indisponibilità del terzino portoghese nel derby contro l’Olympiakos. In tutto questo, Araujo si è trovato in area con un pallone francobollato addosso ma malamente calciato dall’argentino addosso a Papadopoulos. E quando Manolo si è deciso a togliere un inconcludente Klonaridis (64′), è toccato a Marko Livaja prendere in mano le redini del reparto offensivo dell’AEK. Lo 0-0 è rimasto tranquillo sul tabellone, e probabilmente avrebbe fatto lo stesso fino al triplice fischio di Vatsios se al minuto 81 l’arbitro non avesse concesso il calcio di rigore agli ateniesi poi realizzato da Lazaros Christodoulopoulos, entrato da poco al posto di un evanescente Bakasetas. Che poi, il Lamia non ha protestato per la genuinità dell’intervento (in fondo il fallo di Noé Acosta su Livaja c’era, eccome), bensì per il fatto che fosse stato compiuto fuori area. Le immagini sembrerebbero confermare le polemiche del PAS, ma ormai l’arbitro aveva indicato il dischetto. Nel cuore di un Peristeriou bollente di rabbia, Lazaros si è presentato a undici soli metri dalla gloria e non ha sbagliato. E’ stato un match vinto da Jiménez, dalla panchina. Non è da tutti saper correggere due errori iniziali (Klonaridis e Bakasetas) con due match-winner quali Livaja e Christodoulopoulos: Marko si è guadagnato il penalty, Lazaros l’ha scaraventato nel sacco.

Legittimare – Sarebbe ingiusto dire che l’AEK non abbia meritato. Nel periodo non collegato, quello tra l’entrata in campo di Livaja e il rigore, c’erano state almeno quattro chances più che nitide per i ragazzi di Manolo Jiménez: Mantalos, Johansson, Astrit Ajdarević e Livaja. E quando una squadra detiene il 70% del possesso palla pur trattandosi di un ospite, conclude 16 volte verso la porta avversaria (centrando per la metà di esse lo specchio) e crea una superiorità evidente, è chiaro come prima o poi i frutti arrivino. Restano le polemiche, ma pure il Δικέφαλος Αετός avrebbe da recriminare per una mancata espulsione di Piti. Il tutto, ovviamente, a pochi giorni da un derby d’altissima quota. Al momento, la Souper Ligka Ellada vede i gialloneri in testa a quota 10 e l’Olympiakos secondo a -2. Lo Spyros Louis potrebbe davvero spingere i ragazzi di Jiménez verso un traguardo importantissimo quale una prova di fuga in ottica-titolo. Sarebbe un sogno, ma Manolo non vuol saperne di lasciarlo nel cassetto.

Il tabellino:
PAS Lamia (4-5-1): Papadopoulos; Asigba, Koukolis (dal 90’+1 Anastasopoulos), Anastasiadis, Panteliadis; Vasilantonopoulos (dall’87’ Tsoukalos), Blazic, Piti (dall’84’ Linardos), Omo, Acosta; Wanderson. All: Tennes
AEK (4-2-3-1): Anestis; Bakakis, Ćosić, Vranjes, Lopes (dal 46′ Galo); Ajdarević, Johansson; Bakasetas (dal 72′ Christodoulopoulos), Mantalos, Klonaridis (dal 64′ Livaja); Araujo. All: Jiménez
Rete: 81′ rig. Christodoulopoulos. Ammoniti: Piti, Koukolis, Acosta, Asigba (L), Vranjes, Johansson, Ćosić, Ajdarević (A). Arbitro: Vatsios