Serviva smuovere la classifica, e la Colombia non ha fallito l’obiettivo. Il 2-0 rifilato al Venezuela conferma un po’ ciò che di buono avevamo visto negli Stati Uniti durante la Copa Centenario, conclusa dai Cafeteros in terza posizione (per trovare un risultato migliore bisogna addirittura tornare al 2001, quando l’edizione casalinga fu trionfale).

La gara contro la Vinotinto è stata anche un’occasione per rivedere alcuni elementi completamente scomparsi come Luis Muriel e Macnelly Torres: se l’attaccante blucerchiato, in ballottaggio fino all’ultimo con Teofilo Gutierrez, ha avuto alcuni spunti interessanti (partecipa all’azione da cui nasce l’1-0 di James Rodriguez), il centrocampista dell’Atletico Nacional continua il suo splendido momento di forma mettendo al servizio della squadra la sua esperienza e tanto sacrificio riuscendo anche a trovare il 2-0, con grande gioia di José Pekerman che l’aveva escluso dai convocati della Copa Centenario. La difesa, priva del capitano Zapata e di Arias, non è stata brillantissima: la coppia dei “Murillo” ha avuto qualche incertezza sugli attacchi di Rondon e Josef Martinez, ma Ospina è riuscito a salvare il risultato con un paio di interventi prodigiosi. La coppia di centrocampo Daniel Torres-Carlos Sanchez funziona egregiamente, e permette a Celis e Torres di poter rifiatare. Per gestire il risultato vengono fatti entrare Cuadrado, Cardona e Roger Martinez, con quest’ultimo che si mangia nel finale un gol già fatto. Parecchia imprecisione sotto porta anche per Carlos Bacca, mentre dal dischetto Hernandez fa il miracolo parando i rigori dello stesso attaccante del Milan e di James Rodriguez. Una magra consolazione per un Venezuela apparso troppo timido fin dalle prime battute, impreciso sotto porta nelle poche, ma ghiottissime, occasioni e con un estremo difensore che ha evitato che il passivo fosse più pesante.

La contemporanee vittorie di Argentina e Brasile, rispettivamente contro Uruguay e Ecuador, accorciano ulteriormente la classifica e permettono alla Colombia di insediarsi al secondo posto assieme ai Charrua, in attesa della sfida di mercoledì prossimo contro il Brasile, che non sembra più la brutta squadra vista durante la Copa America. Una serie di giovani promesse molto interessanti (su tutti Gabriel Jesus) che forse possono riportare la Seleçao ai fasti di un tempo.