L’Europa League sta per giungere al suo capitolo conclusivo: questa sera, alle 20:45, il Parc OL si vestirà a tema per celebrare la sfida tra l’Atletico Madrid, che ha i favori del pronostico, e l’Olympique Marsiglia, desideroso di interrompere una striscia di finali europee perse. A far pendere l’ago dalla bilancia verso una delle due parti potrebbero essere due dei giocatori più in forma della stagione: Angel Correa, per i Colchoneros, e Florian Thauvin per Les Phocéens.

 

Thauvin

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Un crescendo di emozioni, la stagione di Thauvin è stata meravigliosa (a cura di Gianmarco Galli Angeli)

Thauvin

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Qualora crediate l’Olympique Marsiglia possa ribaltare i pronostici ed alzare verso il cielo di Lione la tanto desiderata Europa League non potete far altro che puntare le vostre fiches per il titolo di MVP della finale su Florian Thauvin. Il 25enne fantasista francese, dopo anni di alti e bassi, si è finalmente consacrato tra i grandi della Ligue 1 trascinando l’OM ad una impronosticabile finale della fu Coppa Uefa e ad un quarto posto in campionato con visuale sul terzo (distante un punto ad una giornata dal termine del campionato). L’ex Newcastle dovrà cercare di sfruttare tutte le sue abilità tecniche per evitare di essere ingabbiato da una difesa solida e abituata a non concedere nulla come quella dei Colchoneros, capace di paralizzare l’attacco dell’Arsenal nella sfida del Wanda Metropolitano. Per evitare di restare isolato sarà importante giocare il pallone di prima e cercare costantemente l’appoggio verso il centrocampo, caratteristiche che il nativo di Orléans ha più volte dimostrato di possedere. Il suo momento di forma strepitoso fa sì che sia proprio lui il pericolo numero uno della squadra transalpina che però sembra poter contare anche sul recuperato Dimitri Payet, capace di illuminare il Velodrome con la sua classe: la fantasia sembra non mancare in Costa Azzurra ma servirà anche molta concretezza per evitare di perdere la terza finale europea consecutiva.

La crescita e la nuova dimensione di Ángel Correa (a cura di Francesco Castorani)

Se invece non vi piace pensare a un Cholo con la testa china per l’ennesima finale europea persa e non volete puntare sui soliti Griezmann e Diego Costa, allora l’uomo giusto è Ángelito Correa. L’attaccante classe ’95 è originario di Rosario, Argentina, e si sta affermando come uno dei pilastri del suo Atletico Madrid. Gli è stata concessa qualche stagione di ambientamento da tifosi e staff tecnico, ma ora è il momento di iniziare a fare la differenza. Ángelito lo sa e vuole questo trofeo più di tutti. Lui, con i colchoneros non ha ancora vinto nulla ( non ha disputato nemmeno una gara nella stagione 2013/14, quella del trionfo in Liga) e partite del genere possono cambiarti la carriera. Il suo contratto con l’Atletico Madrid scade a giugno 2019, ma non crediamo che la dirigenza rojiblanca si lascerà scappare un calciatore che ha coccolato e cresciuto per 5 anni nella propria casa. Una promessa sulla quale Simeone ha realizzato un lavoro enorme. Ha convinto Ángelito che può fare la differenza da esterno di fascia, con le sue accelerazioni e i suoi strappi fulminanti. E ne è nata la stagione paradossalmente più prolifica per l’argentino, che ora ha un ruolo più definito, è un titolare inamovibile e soprattutto spaventa e costringe le difese avversarie a prendere delle contromisure su di lui. In Argentina qualche anno fa Ángelito ha dovuto subire la pressione di svariati appellativi e la pesantezza di paragoni come “il nuovo Aguero”. Aveva 18 anni e senza dubbio la poca maturità ha ritardato il suo ingresso da protagonista nel calcio europeo. Ora ne ha 23, vorrà certamente dimostrare al CT Sampaoli che meritava un posto nella lista dei pre-convocati e vincere il suo primo trofeo con la maglia rojiblanca, magari con un gol in finale, per entrare nei cuori di quei tifosi che ancora non è riuscito completamente a conquistare.