Era il 2008 quando Branca scoprì il talento di Philippe Coutinho, giovane brasiliano del Vasco da Gama che stupì talmente tanto la dirigenza nerazzurra da portarlo a Milano con una trattativa lampo. Sono passati 10 anni e ieri sera Coutinho, ha dato prova per l’ennesima volta del suo grande talento, stavolta però nella sua vecchia casa a San Siro. Qui ha ritrovato Samir Handanovic, suo ex compagno di squadra ai tempi dell’Inter e anche ultimo reduce di quel cambio generazionale apportato con l’arrivo di Stramaccioni. In quel periodo Coutinho giocava da trequartista, essendo un giocatore che esprimeva il meglio di sé tra le linee, agile e con quel guizzo di anarchia che forniva al proprio allenatore un’arma in più per vincere le partite.

A San Siro però, Coutinho, torna da re e non più da ragazzino esile, impacciato e insicuro. La trasformazione del brasiliano nel corso degli anni è impressionante. Coutinho ha allenato non solo corpo ma anche la test.  Fu infatti messo subito alla prova al Liverpool, arrivato per far rifiatare Kuyt e schierato per la prima volta come esterno sinistro puro, ruolo in cui ha messo a segno ben 48 goal e 31 assist in un totale di 136 presenze. Poco tempo dopo dovette farsi carico addirittura dei Reds orfani di Luis Suarez, giocatore che diventato poi compagno nel Barcellona, in cui gioca da titolare inamovibile. Il tridente di Valverde ieri sera ha dato non pochi problemi all’Inter, con i nerazzurri che soffrivano molto le veloci manovre blaugrana. È stata un’occasione per i tifosi di casa poter vedere quel grande talento che fuggì per soli 16 milioni di euro, e che ieri sera ha messo più volte in difficoltà l’ex compagno Handanovic.

A sinistra, Coutinho, trova i propri spazi, è più libero ma è anche meno anarchico rispetto al periodo interista. Oltre alle difficoltà che l’ex Espanyol incontrò nella situazione societaria nerazzurra, nessun allenatore cercò di far esprimere al giocatore le proprie doti al meglio. Coutinho era simile a Pato, veloce con le gambe, che si lasciava andare in qualche giocata di troppo, che faceva fatica a passare il pallone ai compagni, grezzo da un punto di vista tattico e poco seguito sotto questo aspetto. Per questo motivo l’attuale asso blaugrana non riuscì a esprimersi al meglio in un campionato molto fisico e tattico come quello italiano, sbocciando infine in Premier o dando il meglio di sé in nerazzurro solamente in Europa League.  Dopo ben 10 anni i tifosi dell’Inter hanno potuto osservare un’altra persona, propositiva, poco impacciato, al servizio dei compagni ma soprattutto un solido leader rendendo così Philippe Coutinho un vero e proprio rimpianto.