Cristiano Piccini è finalmente riuscito a guadagnarsi una maglia da titolare nella nazionale italiana e lo ha fatto in un match molto importante. Contro la Finlandia, nella prima sfida del girone di qualificazione a Euro 2020, Roberto Mancini ha scelto proprio il terzino del Valencia per sostituire l’infortunato Florenzi e i risultati sono stati sicuramente soddisfacenti.

Piccini è cresciuto nel settore giovanile della Fiorentina dove era descritto come uno dei migliori prospetti italiani nel ruolo di terzino destro. Un ruolo che nel calcio moderno è diventato sempre più importante. Basti pensare alle grandi squadre capaci di vincere trofei nell’ultimo decennio, ognuna di loro aveva nella propria formazione tipo terzini di altissimo livello capaci all’occorrenza di trasformarsi in veri e propri esterni d’attacco aggiunti. Tecnicamente Piccini non è a quei livelli perché predilige la fase difensiva ma nel Valencia ha dimostrato in questa stagione di sapere scegliere il momento giusto per sovrapporsi all’esterno alto. Nonostante non sia ancora riuscito a servire assist ai propri compagni, Cristiano ha trovato un gol nella Liga corrente oltre ad aver messo insieme un buon numero di prestazioni sopra la sufficienza.

La sua carriera, fino ad ora, si è divisa tra Italia, Portogallo e Spagna. Agli inizi Piccini ha giocato in svariate squadre italiane come Spezia e Livorno rimanendo sempre sotto contratto con la Fiorentina prima di fare la sua prima esperienza in Spagna con il Betis. Con la maglia biancoverde il terzino italiano ha collezionato 58 presenze condite da 3 gol e 4 assist. Prima di arrivare nella sua attuale squadra, il Valencia, Piccini ha giocato in Portogallo con la maglia dello Sporting Lisbona mettendo insieme 40 presenze e 3 assist. Tornato in Spagna, in un campionato che sembra esaltare le sue doti, il terzino classe 1992 si sta ritagliando uno spazio interessante all’interno di una squadra che lotta per la conquista dell’Europa League e per le posizioni di classifica che garantirebbero l’accesso alle coppe europee della prossima stagione.

Ora Piccini non vuole più fermarsi perché il solo fatto che Mancini gli abbia dimostrato fiducia deve stimolarlo a fare sempre meglio. Con Marcelino il rapporto è ottimo e lo testimoniano le 20 presenze in Liga a cui si aggiungono le 6 in Copa del Rey, le 3 in Champions League e le 2 in Europa League. Insomma, Piccini sta vivendo il momento più importante della sua carriera, ora serve continuità e la bravura nello sfruttare al massimo le occasioni che gli vengono date, proprio come nella sfida contro la Finlandia.