Il Mondiale di Russia non smette di regalarci emozioni: dopo la clamorosa eliminazione della Spagna arrivata ai rigori per mano dei padroni di casa, anche alla Danimarca è toccata la stessa sorte in un modo però molto più rocambolesco e da togliere il fiato.

Già, perché se la partita della Roja contro la Russia era stata più piatta e chiusa, quella tra la nazionale danese e la Croazia ha fatto capire fin dai primi istanti di gioco quale sarebbe stato i suo copione. Non a caso, appena un minuto dopo il fischio di inizio, i ragazzi di Hareide si trovano miracolosamente in vantaggio grazie alla rete di Zanka Jorgensen arrivata dopo un flipper impazzito in area, a cui però appena tre minuti più tardi risponde Mario Mandzukic che manda in rete un rimpallo. Le storie più belle, quelle che vale la pena di raccontare, arrivano però soltanto tra il secondo tempo supplementare e i rigori, quando tutta la partita sembra assumere i tratti di un’altra sfida mondiale, ossia quella tra Uruguay e Ghana disputata nel 2010.

La prima analogia è sicuramente il fallo in area di Zanka che regala alla Croazia il potenziale 2-1 a pochissimi istanti dalla fine dell’extra time. La colpa è tutta della velocissima imbucata di Rebic e della sua corsa verso la porta sguarnita: il difensore della Danimarca si immola in una scivolata in cui però non trova il pallone, ma soltanto le gambe dell’attaccante dell’Eintracht. Una situazione, come già detto, che ci riporta ai quarti di finale del Mondiale del 2010 dove, proprio nei minuti finali dei tempi supplementari, in una mischia in area Suarez stende la mano e para in maniera irregolare il colpo di testa indirizzato verso la porta da Adiiyiah. In quell’occasione la stella uruguaiana fu espulsa, mentre il gesto disperato di questa sera è costato a Zanka soltanto un cartellino giallo.

La seconda analogia sta proprio nei calci di rigore maturati dai due interveti: in entrambi i casi, Gyan Asamoah e Luka Modric si fanno ipnotizzare dai rispettivi portieri avversari, mandando in frantumi un’occasione d’oro per chiudere la partita. Per non farci mancare nulla però troviamo un’altra curiosa somiglianza anche durante la lotteria dei rigori in cui i due giocatori si cimentano dopo il precedente errore dal dischetto, questa volta però senza sbagliare.

Sfortunatamente per la Danimarca le due partite hanno avuto un esito diverso: nel 2010, dopo il fallo di mano di Suarez, fu proprio l’Uruguay ad avere la meglio e a staccare il pass per la semifinale. Questa volta invece tocca alla Croazia passare ai quarti di finale, nonostante il grandissimo muro eretto da Schmeichel, capace di parare ben tre rigori in una sola partita per la gioia del padre incontenibile in tribuna dopo ogni salvataggio.