Germania e Argentina sono due super potenze del calcio mondiale. Una rappresenta al massimo il calcio quadrato e spesso poco spettacolare europeo, dove tattica e muscoli soffocano la fantasia. L’altra invece è una delle mene sudamericana di tutte. Certo all’Albiceleste la fantasia e l’estro calcistico non sono mai mancati con fenomeni, e meteore, che si dedicavano all’estetica di questo sport ma rispetto a tante altre compagini continentali l’equilibrio di squadra era fondamentale e gli veniva dedicata grande attenzione. Due stili diversi che però hanno fatto sì che la sfida tra queste due squadre diventasse una classica tra le nazionali tanto da essere la finale più giocata nella storia, ben tre volte. Non solo però negli ultimi atti, ma anche nelle fasi precedenti Germania e Argentina si sono affrontate dando vita a partite spesso epiche e che hanno comunque segnato la storia del torneo più bello del mondo e per i sudamericani furono sempre momenti difficili.
Dopo ventiquattro anni l’Argentina tornava a disputare una fase finale del Mondiale e nel 1958 in Svezia le attese erano veramente alte. I grandi campioni del River Plate avrebbero dovuto essere gli uomini in più per conquistare il primo titolo, ma già dalla prima partita a Malmö le cose andarono male. La Germania Ovest era la squadra campione in carica e fu proprio l’eroe di Berna a far ricominciare i teutonici da dove avevano finito. Corbatta aveva portato immediatamente i sudamericani, ma Helmut Rahn trovò il modo per battere Carrizo in due circostanze, mentre il secondo centro venne realizzato da un giovane al debutto in un Mondiale che farà la storia della nazionale: Uwe Seeler. Il 3-1 finale permise ai tedeschi occidentali di passare da primi del girone, mentre gli argentini vennero distrutti dalle critiche arrivando ultimi dietro a Irlanda del Nord e Cecoslovacchia.

Otto anni dopo il sorteggio mise le due potenze ancora una volta nello stesso raggruppamento, ma questa volta nessuno si fece male. Troppo superiore la loro forza su Svizzera e Spagna e dopo averle sconfitte nella prima giornata a Birmingham nessuno affondò il colpo portando a casa un tranquillo e indolore 0-0 e le vittorie sulle altre rivali nella terza giornata permisero a entrambe di passare ai quarti. L’Inghilterra padrona di casa era fortissima ma dalla sua aveva un occhio di riguardo e Argentina e Germania ne sanno qualcosa. Subito dopo i gironi l’Albiceleste venne eliminata proprio dalla squadra dei Tre Leoni causa anche una discutibile espulsione del capitano argentino Rattin ancora nel primo tempo, mentre la Germania Ovest dovette subire in finale la concessione del gol fantasma di Hurst che spianò la vittoria inglese nei supplementari dell’ultimo atto.

Nel 1986 e nel 1990 tornarono ad affrontarsi e il vincitore avrebbe alzato al cielo la Coppa. A Città del Messico trionfarono Maradona e compagni, mentre a Roma fu Lothar Matthäus a gioire. Il quinto confronto avvenne nel 2006 in casa della Germania per i quarti di finale e all’Olympiastadion di Berlino la tensione era palpabile. I sudamericani erano favoriti e il colpo di testa di Ayala non sorpese quando portò in vantaggio l’Albiceleste ma il pubblico di casa aiutò e diede una grande carica al Mannschaft. Miroslav Klose raggiunse la doppia cifra in quanto a gol Mondiali e pareggiò il confronto mandando la sfida ai rigori. Qui si erse a eroe Jens Lehmann che fece capire perché Klinsmann lo preferì prima della competizione a un mostro sacro come Kahn. Ayala e Cambiasso si videro respingere le loro conclusioni mentre nessuno dei tedeschi sbagliò e così i padroni di casa si regalarono la semifinale, poi persa, con l’Italia. Per Pekerman ci furono durissime critiche per non aver messo nemmeno a gara in corso un ragazzino di diciannove anni che avrebbe potuto cambiare la partita: Lionel Messi.

Quattro anni dopo sempre ai quarti di finale c’era la possibilità della rivincita sudamericana, ma invece ci fu una pesantissima debacle. Allenata da Diego Armando Maradona l’Argentina aveva vinto tutte le partite di quel Mondiale ed era pronta ad arrivare in semifinale. La troppa sicurezza dell’Albiceleste tradì però la squadra e la Germania di Löw, dopo aver dato una lezione di calcio all’Inghilterra, disputò una partita sontuosa. Un 4-0 finale che non diede alibi e che dimostrò la netta superiorità di una squadra che si stava avviando alla vittoria del Mondiale quattro anni dopo. Un trionfo indiscutibile quello dei tedeschi iniziato dopo soli tre minuti da Thomas Müller e proseguito nella ripresa con la doppietta di Miroslav Klose e il tocco ravvicinato di Arne Friedrich. Fu l’ultima volta di Maradona sulla panchina della nazionale e l’addio fu di quelli veramente dolorosi.

Si riaffrontarono ancora in Brasile quattro anni dopo per la terza finale della storia di questa partita e ancora una volta fu la Germania a trionfare e ad alzare il suo quarto titolo. Questa sera a Dortmund verrà scritto un altro capitolo di questa sfida infinita e anche se la partita non è ufficiale, tra Germania e Argentina non può mai essere solo un’amichevole.