Sul sito ufficiale della Federcalcio svedese, Daniel Ekvall ha il ruolo di “landslagets mentala tränare”, letteralmente mental coach della nazionale. Tra lui e il ct Janne Andersson il rapporto è ormai consolidato: i due si conoscono sin dai tempi dell’IFK Norrköping, squadra che nel 2015 si laureò campione di Svezia contro ogni pronostico, e tra i segreti di quel trionfo inatteso, pagato 56 volte la posta dai principali bookmakers, v’era proprio stata la svolta mentale che aveva portato un’onesta squadretta a guadagnarsi il titolo profanando lo Swedbank Stadion di Malmö all’ultima giornata. Era il 30 ottobre 2015 e i tifosi del Peking ancora oggi non mancano di riportare l’orologio indietro per rivivere con nostalgia quegli epici momenti.

Tra i motivi di quell’exploit, e anche delle 21 reti stagionali segnate da Emir Kujović, pare vi sia stata anche l’attenzione psicologica riposta dal professor Ekvall nella preparazione delle partite. Quando poi Andersson ha preso il timone della Svezia dalle mani di Erik Hamrén, il primo nome che ha espressamente chiesto all’interno del suo team è stato proprio quello di Ekvall, cui è stato dato il compito di compattare l’ambiente spaccato dall’addio alla nazionale di Ibrahimović. Da allora la coesione dello spogliatoio è stato il fattore basilare per i recenti successi della Svezia, dal superamento del girone di qualificazione con Francia e Olanda alle tristi, per noi, due partite di Solna e Milano, fino ai quarti di finale toccati al Mondiale di Russia. Già prima della sfida inaugurale della kermesse, capitan Granqvist aveva elogiato l’operato di Ekvall parlando di un forte coinvolgimento di tutto il gruppo, il che s’è tradotto sul campo in un’iniezione di fiducia niente male. Tuttavia, il grande merito dello psicologo è legato al caso Ola Toivonen. L’attaccante del Tolosa, zero reti quest’anno e la maglia da titolare perduta nel club francese, ha infatti vissuto un periodo importante di astinenza dal gol e la negatività andava pesantemente a condizionare il suo rendimento. Sembrava che la porta fosse stregata. Così Toivonen chiese un colloquio a Ekvall, ma la richiesta fu curiosa e il siparietto è stato svelato alla stampa da Janne Andersson: “Normalmente Daniel divide in due il gruppo, e dopo un incontro Ola gli chiese di parlare con le sue scarpe, perché non pensava che funzionassero come dovevano. Poi è stato molto carino che ha segnato con quelle”.

Già, perché dopo quel trattamento la Friends Arena ha ospitato Svezia-Francia, gara valevole per la qualificazione ai Mondiali. Ospiti in vantaggio con Giroud al 37’, pari di Jimmy Durmaz al 43’ e finale teso. Quando il cronometro indicava 92’55”, un passaggio malamente sbagliato da Hugo Lloris s’è tramutato in un cioccolatino che Toivonen è riuscito a scartare, da metà campo, con un poderoso destro a giro sospinto da 50mila cuori pulsanti. Una rete di capitale importanza, senza la quale la Svezia non si sarebbe qualificata. Tutto grazie a Ekvall e al colloquio con le scarpe. Era nervoso, quella sera, Ola. Con calma e perseveranza però si sbloccò e da quella sera ha imparato a vivere con maggior serenità i momenti di secca in zona gol, lanciandosi in urla liberatorie scagliate al cielo a mo’ di sfida, taglienti come saette. Un ulteriore punto a favore di Daniel Ekvall è questo: per molti anni la nazionale svedese ha scelto di non mettere sotto contratto uno psicologo. Janne Andersson dovette battagliare con la federazione per vedere assunto il suo fidato collaboratore: “Io e lui lavoriamo da cinque anni e mezzo insieme, lui è uno psicologo sportivo un po’ calciatore e io sono un allenatore che può fare un po’ lo psicologo, parliamo la stessa lingua. Abbiamo una visione simile, lui on è il tipo di psicologo sportivo degli anni ’80, punta molto sull’attività pratica”. Disponibile sia per colloqui individuali che sessioni di gruppo, Ekvall definisce il suo compito finalizzato a migliorare la preparazione mentale dei calciatori ma pure migliorare la comunicazione all’interno dello staff del ct svedese. L’Italia, certamente, ne saprà qualcosa.