Solidità e essenzialità sono le principali caratteristiche della Croazia che ha ottenuto la semifinale del Mondiale. Traguardo che però non risulta essere ancora storico in quanto vent’anni fa l’ex regione della Jugoslavia aveva già ottenuto questo piazzamento al suo debutto in un Mondiale.
Nel 1998 i “Vatreni” erano una squadra nuova agli occhi del mondo ma già due anni prima a Euro ’96 avevano impressionato dimostrando di essere la miglior rappresentazione del calcio slavo. Prosinečki, Boban, Stanić, Šuker sono solo alcuni dei grandissimi nomi che fecero grande questa squadra e la fecero entrare nella storia.
In Francia i balcanici ebbero un sorteggio abbastanza favorevole inseriti in un girone di debuttanti con l’aggiunta dell’Argentina. L’esordio Mondiale avvenne a Lens il 14 giugno contro la Giamaica e per poco l’emozione non fece brutti scherzi. Al vantaggio di Stanić rispose a fino primo tempo Earle, ma nella ripresa Prosinečki e Šuker sistemarono le cose chiudendo la pratica sul 3-1. La qualificazione venne ottenuta con un turno d’anticipo quando a Nantes bastò un 1-0 ancora di Davor Šuker per poter battere il Giappone. Solo per il primo posto e per la gloria l’ultima sfida contro l’Argentina che vide i sudamericani imporsi per 1-0 con gol di Pineda, ma facendoli finire così nella parte più dura del tabellone.
I “Vatreni” dovettero affrontare la Romania a Bordeaux e a vincere furono le difese e la paura di subire gol fino a quando allo scadere del primo tempo Popescu atterrò in area Asanović e l’arbitro decretò il calcio di rigore. Dal dischetto andò il solito Davor Šuker che con una botta di sinistro trovò l’unico gol di giornata e la Croazia passò così ai quarti di finale.
Turno che sembrava essere proibitivo dato che ad attenderli a Lione c’erano i campioni d’Europa in carica della Germania. Dopo un primo tempo di studio al terzo minuto di recupero Robert Jarni con una staffilata da fuori area trovò il gol del vantaggio. E nella ripresa avvenne qualcosa di incredibile con i balcanici che dominarono in lungo e in largo i tedeschi e li schiacciarono con un pesantissimo 3-0. Vlaović imitò Jarni e con un destro fulminante da fuori raddoppiò e nel finale non poteva mancare la sentenza finale di Davor Šuker che dopo una gran giocata su Heinrich riuscì a segnare facendo passare la palla sotto le gambe di Köpke.
Arrivare tra le prime quattro era già un traguardo inimmaginabile per la Croazia a inizio torneo e ora voleva rovinare la festa della Francia padrona di casa soffiandole la finale. Il lento e macchinoso primo tempo dei “Vatreni” continuò anche a Saint Denis e dopo un minuto del secondo tempo Davor Šuker segnò la sua quinta rete nel Mondiale facendo esplodere di gioia i settori dedicati ai tifosi balcanici dello stadio. La gioia però fu di breve durata perché il pareggio venne agguantato subito dall’uomo meno atteso di tutti, quel Lilian Thuram che si ripeterà segnando un’incredibile doppietta e questi resteranno per lui gli unici gol in nazionale.
Il sogno della finalissima era dunque svanito ma c’era ancora un terzo posto da conquistare e un’altra grande del calcio da battere. Contro l’Olanda questa volta vennero sparate le cartucce migliori nel primo tempo. Zenden rispose a Prosinečki prima di far salire in cattedra sempre lui per il suo sesto e ultimo gol: Davor Šuker. Con sei gol si laureò capocanonniere e per la Croazia ci fu un fantastico terzo posto.
La Francia in finale c’è già e i balcanici hanno un conto in sospeso con i “Bleus” che dura da vent’anni. L’Inghilterra è avvisata.