È il Giappone la prima finalista della Coppa d’Asia 2019. Un successo importantissimo quello dei nipponici che hanno disputato la loro miglior partita nel torneo sconfiggendo quella che aveva mostrato fino a oggi il miglior calcio. Esce dunque l’Iran in una partita dove Queiroz non è riuscito a trovare le giuste contromisure, intrappolato dal lunghissimo possesso palla giapponese che ha fatto sfiatare i mediorientali per poi punirli nella ripresa. L’unico che ha provato a ribaltare la situazione è stato il solito Sardar Azmoun che dopo una splendida giocata su Shibasaki si è visto fermare il suo destro dalla punta del piede di Gonda. Per gli altri invece resta solo una partita da dimenticare con Dejagah che è stato addirittura sostituito a venti minuti dalla fine.


I Samurai Blu hanno addormentato la sfida nel primo tempo cercando di sfruttare qualche accelerazione e molto positivo è stato Nagatomo. L’ex interista ha dimostrato di essere ancora una volta un ottimo terzino facendo ammattire Rezaeian sulla sua fascia. Il vantaggio giapponese ha dell’incredibile con Minamino che viene atterrato al limite dell’area da Kanaan, ma mentre la difesa iraniana è gia a protestare per il fallo che l’arbitro non ha ancora concesso, il giocatore del Red Bull Salisburgo si rialza, recupera la palla e crossa al centro per il colpo di testa vincente di Osako. Molto male l’uscita di Beiranvand che subisce così il suo primo gol, ma il peggio deve ancora venire. Il cross di Minamino viene fermato col braccio da Pouraliganji e dopo il consulto al Var l’australiano Chris Beath concede il rigore che Osako trasforma. I Samurai Blu sono troppo superiori e nel finale rendono ancora più rotondo il passivo con il solito Minamino, vero protagonista di giornata, che serve ancora un assist vincente questa volta per Genki Haraguchi che entrato in area segna il gol definitivo 3-0.


Una vittoria che proietta il Giappone per la quinta volta nella sua storia in finale di Coppa d’Asia e fino a oggi non ha mai concluso al secondo posto. L’Iran invece deve ancora rimandare l’aggancio a quota quattro titoli continentali, anche se l’ultimo è ormai datato 1976.