La terza giornata di Coppa d’Asia è dedicata alle tre novità di questa edizione, ma l’ansia del debutto si è fatta sentire.
Ad Al Ain era il turno del Kirghizistan che doveva affrontare la Cina di Marcello Lippi che vuole imporsi come sorpresa del torneo. I Dragoni però non hanno disputato il loro migliore incontro e devono ringraziare di cuore il portiere kirghiso Pavel Matiash. Clamorose le sue due papere in particolar modo la prima. Una smanacciata insensata nella propria porta dopo un lento campanile ha portato al pareggio cinese. Era stato infatti Akhlidin Israilov, giocatore del Cherkasky Dnipro in Ucraina, a portare in vantaggio la squadra di Krestinin ma la rete si è rivelata vana. Da un lancio di Xi Wu un’altra pessima uscita del numero 1 kirghiso e una disastrosa fase difensiva hanno permesso a Dabao Yu di infilarsi, scartare il portiere e infilare a porta vuota la rete del definitivo 2-1 che avvicina così la Cina agli ottavi di finale.


Senza gloria anche il debutto delle Filippine ma la squadra di Eriksson contro la Corea del Sud poteva ben poco. Lo svedese ha impostato la squadra in difesa e il misero 23% di possesso palla spiega l’atteggiamento rinunciatario di una delle Cenerentole della Coppa. Eppure la squadra non ha sfigurato e Michael Falkesgaard si è rivelato valido portiere in grado di fermare una Corea chiaramente superiore. Paulo Bento sa bene che il torneo è lungo e non ha senso forzare la mano fin dall’inizio ma le Tigri asiatiche hanno fatto vedere di essere dei fini palleggiatori. La squadra ha giocato al piccolo trotto ma quando c’era da accelerare non ce ne era per nessuno. Il gol della vittoria è realizzato dal centravanti del Gamba Osaka Hwang Hui che servito da Hwang Hee Chan ha scagliato in rete di destro da pochi passi l’1-0 finale. Son deve ancora scendere in campo e sarà durissima sconfiggere la Corea del Sud a quel punto.


La terza e ultima debuttante in questa Coppa d’Asia 2019 è lo Yemen, ma la prima è completamente da dimenticare. Che l’Iran fosse squadra più forte e organizzata non vi erano dubbi, ma il 5-0 finale resta un risultato pesante e duro da digerire. Ne esce con le ossa rotte soprattutto il portiere yemenita Al Sowadi che non si è dimostrato all’altezza di questa competizione. Grave la respinta corta che ha permesso a Taremi di sbloccare il risultato e ancora peggiore il tuffo sulla punizione di Ashkan Dejagah. Il calcio da fermo dell’ex Wolfsburg era lento e prevedibile ma il numero 23 si è buttato con un tale ritardo che dopo il palo la palla ha colpito la sua schiena causando un banale autogol. Taremi al venticinquesimo ha realizzato il tris che ha chiuso la partita e nella ripresa c’è stata gloria anche per il centravanti del Rubin Kazan Azmoun e il fantasista dell’Amiens ‏Ghoddas e il 5-0 mette in guardia tutti: la squadra di Carlos Queiroz c’è e vuole riportare la Coppa a Teheran dopo quarantatre anni.