Iniziano i quarti di finale di Coppa d’Asia e abbiamo già i nomi delle due squadre che lunedì si affronteranno per la semifinale.
A raggiungere per primo questo importante traguardo è stato il Giappone che ha sofferto contro un Vietnam che torna a casa a testa altissima e consapevole di aver fatto ben oltre ogni più rosea aspettativa. Il sudcoreano Park Hang Seo ha confermato la squadra abbottonatissimo delle prime sfide sperando in qualche sortita offensiva di Nguyen Huy Hung e Phan Van Duc che hanno fatto tremare i nipponici in alcune circostanze. A fare il suo esordio in Coppa d’Asia c’è stato anche il Var, vero protagonista della sfida. Maya Yoshida aveva realizzato di testa la rete del vantaggio, ma dopo una prima convalida l’arbitro emiratino Mohammed Abdulla Hassan Mohamed ha annullato per un tocco di braccio del difensore del Southampton. Lo stesso difensore della Premier League ha rischiato di combinarla grossa con un pasticcio in difesa che ha permesso a Nguyen Quang Hai di calciare a botta sicura ma Gonda ha salvato uscendo bene. Nella ripresa è ancora il Var a decidere le sorti della sfida, ma la tecnologia serve se si è in grado di utilizzarla. Netto ed evidente il tocco sulla palla di Bui Tien Dung dove solo successivamente avviene il contatto con la gamba di Doan, ma nonostante le immagini il direttore di gara decide per il rigore. Dal dischetto va lo stesso Ritsu Doan che con un sinistro secco e preciso rende inutile il tuffo di Van Lam che per poco non riesce a deviare. I Samurai Blu tengono bene il campo e decidono di non affondare il colpo mantenendo il vantaggio minimo. Viene corso qualche rischio con qualche contropiede, ma nulla di particolare e Moriyasu ottiene la semifinale, ma per questo Vietnam ci sono solo applausi.

A fare compagnia ai giapponesi c’è l’Iran di Queiroz che si dimostra ancora squadra forte e ben solida e troppo superiore per la Cina. Lippi imposta ancora una volta una squadra che fatica a ingranare a inizio partita e forse il 4-3-3 scelto dal tecnico toscano non era il migliore per i Dragoni. Inoltre anche la sfortuna ha fatto la sua parte con la fascia destra falcidiata dagli infortuni e Xiaoting Feng e Xi Wu costretti a lasciare il campo già a metà primo tempo. Ma è stato proprio lo stesso Feng a sbagliare clamorosamente la copertura e a farsi soffiare scioccamente la palla da un Azmoun pronto e altruista nel servire a Mehdi Taremi la semplice palla dell’1-0. E il vantaggio iraniano non è servito per risvegliare i cinesi, anzi sono stati i mediorientali a continuare ad attaccare e ancora il centravanti del Rubin Kazan è stato protagonista. Taremi con una sponda di testa ha voluto restituirgli il favore e Azmoun ha rubato palla a un Ke Shi troppo molle e saltando Junling Yan ha apppggiato in rete la rete del 2-0 che ha chiuso i conti. La Cina ha costruito la sua Coppa d’Asia sui secondi tempi, ma questa volta la reazione non c’è stata. Sempre e solo l’Iran ha fatto la gara che ha controllato senza grosse difficoltà e ha più volte sfiorato la terza rete che è arrivata nel recupero. Il gol è arrivato grazie al subentrante Ansarifrad che, da poco entrato al posto di Azmoun, ha concluso un perfetto contropiede con un piatto destro all’angolino. Lippi ha fatto tutto ciò che si poteva fare anche se il movimento cinese sembra ancora lontano da una netta crescita. Troppa fatica per battere squadre di livello inferiore e nette e insindacabili le sconfitte con Corea del Sud e Iran. Ancora inviolata la porta di Beiranvand e i ragazzi di Queiroz sognano la quarta Coppa d’Asia.