Grande capacità di produrre talenti, altrettanta di scovarli e farli maturare: il livello di scouting in Bundesliga è sempre altissimo per tutti i reparti. Non fa eccezione la difesa, lo dimostrano tutti i grandi nomi in Nazionale, ma anche gli altri lanciati negli ultimi anni. Caratteristiche differenti ed enorme potenziale a disposizione contraddistinguono i sei nomi selezionati tra i difensori under-19 più interessanti della Bundesliga, non solo per il futuro, ma anche per il presente. Se infatti i portieri latitano, i giocatori di movimento abbondano e le retroguardie prosperano di talento.

Dan-Axel Zagadou (classe 1999, Borussia Dortmund)

Arrivato in estate a Dortmund dal Psg (dove i giovani non sembrano riuscire a emergere, viste le ultime fughe da Parigi – Coman e Augustin per citarne un paio) Axel Zagadou si è ritagliato da subito un ruolo da protagonista. Nei piani della dirigenza era probabilmente il quarto o quinto centrale, ma gli infortuni di diversi titolari gli hanno permesso di ritagliarsi da subito spazi importanti, tanto da aver già collezionato 15 presenze in tutte le competizioni. Classe 1999 e capitano della Francia under-19, Zagadou è un giocatore dotato di eccellenti mezzi atletici e che può giocare sia da centrale che da terzino sinistro, nonostante non sia rapidissimo. Fa leva sul suo metro e 96 per aver fisicamente ragione degli avversari, ma manca ancora – ovviamente – dell’esperienza. Essere nel non-sistema difensivo per eccellenza non lo sta aiutando a maturarla.

Dan-Axel Zagadou. | Fonte immagine: Twitter @BVB

Dayot Upamecano (classe 1998, RB Lipsia)

Altro giro, altro francese. Upamecano è arrivato a Lipsia soltanto nel gennaio 2017 dopo un anno e mezzo a Salisburgo, altra squadra Red Bull, e si è preso in breve tempo il posto da titolare. La concorrenza di basso livello ha aiutato Hasenhuttl nelle scelte, ma non è soltanto questa la ragione per cui il diciannovenne vede il campo con continuità (31 gettoni nel 2017). Upamecano può infatti contare su una fisicità devastante, al pari di pochi altri a livello mondiale, unita a una capacità di muoversi rapidamente. Le principali lacune si riscontrano a livello di posizionamento, soprattutto in una squadra dinamica come il Lipsia. Pecca anche di concentrazione, ma a differenza del suo connazionale Zagadou le idee di Hasenhuttl lo possono aiutare a crescere anche in fretta, in un ambiente in cui le pressioni non sono all’ordine del giorno. Va per l’appunto ricordato che i RotenBullen sono soltanto alla seconda stagione in Bundesliga.

Gian-Luca Itter (classe 1999, Wolfsburg)

Lo scorso anno il Wolfsburg under-19 ha dominato il proprio girone (72 punti in 26 partite), salvo poi perdere il quadrangolare finale contro il Borussia Dortmund poi campione. Gian-Luca Itter, professione terzino sinistro, ha totalizzato tre gol ed undici assist, guadagnandosi la salita di grado nel giro della prima squadra. Dopo tante panchine iniziali, Martin Schmidt – subentrato a Jonker – l’ha notato e ha cominciato a dargli fiducia, arrivando anche a spostare Gerhardt, uno dei migliori giocatori della rosa, in giro per il campo per fargli spazio. Itter spinge, difende, contiene ed è dotato di un eccellente piede sinistro. Il tecnico crede in lui e da qui a fine stagione il giovanissimo mancino potrebbe diventare un elemento imprescindibile, peraltro nel ruolo in cui la Nazionale Maggiore sembra maggiormente scoperta. Un motivo in più per cui tenere d’occhio questo classe ’99, che è stato premiato nel 2016 come migliore Under-17 della nazione.

Gian-Luca Itter. | Fonte immagine: Daily Express

Rick van Drongelen (classe 1998, Amburgo)

L’Amburgo, ormai alla caccia di un nuovo corso su cui costruire le proprie fortune, ha identificato in Rick van Drongelen il profilo giusto per dare una ventata di gioventù alla propria retroguardia. Lo Sparta Rotterdam l’ha fatto maturare calcisticamente e lo ha presto inserito in Eredivisie, soltanto dopo un anno di gavetta nella Jupiler League. Al fianco del veterano e capitano Michel Breuer ha formato una coppia centrale affidabile su cui la squadra ha costruito la propria corsa salvezza. L’Amburgo lo ha pagato soltanto tre milioni di Euro e lo ha inizialmente impiegato da terzino sinistro nelle battute iniziali della Bundesliga, salvo poi limitarne l’utilizzo a causa anche di problemi fisici. Gisdol nelle ultime gare l’ha riportato al centro della difesa, lasciando intendere quanta fiducia ci sia nei suoi confronti. Sta a van Drongelen riuscirla a ripagare al meglio.

Panagiotis Retsos (classe 1998, Bayer Leverkusen)

Per ora si è guadagnato il titolo di calciatore greco più costoso di sempre, visti i quasi 18 milioni di Euro sborsati dal Leverkusen per assicurarsi le sue prestazioni, ma l’avventura di Retsos è soltanto all’inizio. È un prodotto del settore giovanile dell’Olympiakos e ha vissuto la sua miglior stagione al primo colpo, nella scorsa annata: in campionato non ha ottenuto straordinaria continuità, ma nelle coppe sì, Europa League compresa, arrivando anche a diventare il capitano più giovane nella storia del club in una gara di coppa nazionale. La sua pulizia tecnica ha colpito molti, così come la sua duttilità: pur essendo un destro naturale e difensore centrale per vocazione, lo scorso anno ha disputato svariate gare anche da terzino sinistro e da mediano, oltre che sull’out di destra difensivo. Alla BayArena è impiegato prevalentemente al centro della retroguardia e come terzino destro, fornendo eccellenti risposte. Può diventare in breve tempo una certezza, soprattutto se Herrlich dovesse insistere sulla difesa a tre, il cui ruolo di centro-destra sembra ritagliato ad arte per lui.

Panagiotis Retsos. | Fonte immagine: AGONAsport.com

Kevin Danso (classe 1998, Augsburg)

Non ha forse ancora avuto particolare risonanza mediatica, anche perché l’Augsburg sta sì disputando un ottimo campionato ma non è una piazza prestigiosa, ma Kevin Danso ha tutto per poter diventare uno dei centrali difensivi più interessanti della Bundesliga. Anche lui come Upamecano ha buone doti fisiche e atletiche da sviluppare e deve migliorare dal punto di vista della tecnica, ma nel 2017 la fiducia di Manuel Baum nei suoi confronti ha avuto un’impennata, avendo il tecnico evidentemente fiutato il potenziale dell’austriaco. Difensore centrale di professione e con poche altre alternative (anche se a livello giovanile ha giocato anche più avanzato) ha iniziato a ritagliarsi un ruolo importante anche in nazionale dell’Austria, con la quale ha esordito a settembre.