Quella sera il Maksimir era pieno come non lo è stato mai. Né prima né dopo. In 60.000 a Zagabria per vedere la Dinamo affrontare il Santos di Pelé. Era la più significativa immagine della Croazia nel mondo in un mondo in cui la Croazia ancora non esisteva. Era il 1969, l’anno dell’uomo sulla luna: le amichevoli avevano un altro peso all’epoca, soprattutto quelle tra squadre di altri continenti. Poche le occasioni per affrontarsi in incontri ufficiali, più facile organizzare partite di prestigio, un’usanza tipica che ha cominciato a smarrirsi proprio in quegli anni.

E allora quale miglior squadre del Santos di Pelé, l’icona del periodo. Il calciatore più forte al mondo avversario della Dinamo Zagabria, una sfida che supera i confini. Tanto che quella volta al Maksimir non fu la prima né l’ultima. Si erano già affrontati nel 1960, in una speciale amichevole tra la Dinamo e un Team di giocatori di Santos e Vasco da Gama, uno dei tanti tentativi di far coesistere il mondo paulista con quello carioca, nel giorno dell’inaugurazione dello stadio Morumbì di San Paolo. Fu un 1-1, così come fu un 1-1 l’unica partita di Pelé in Croazia.

Quella fu la prima notte magica del calcio croato, quasi cinquant’anni prima della finale mondiale di Mosca. Così tanta gente allo stadio non si era mai vista e neanche la squadra più famosa dell’epoca riuscì a trovare la forza di vincere in una cornice del genere. Un altro pareggio, il più storico e significativo della storia delle amichevoli di questo club. Rudi Belin, l’allenatore dei Blu, ha scritto nella sua biografia che Pelé in persona si complimentò di persona con ogni singolo giocatore della Dinamo.

Solo un’amichevole, ma molto di più. Tanto che la Dinamo trovò la maniera di fare una tournée in Sudamerica nell’anno successivo, per affrontare nuovamente la squadra di quella grande notte. Finì ancora in pareggio, stavolta per 2-2. L’ultimo atto della storia d’amore tra il Santos e la Dinamo, la squadra che il Grande Pelé non è mai riuscito a battere.

 

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