Se il periodista dello Sportbladet Simon Bank esordisce dicendo che la crisi del Djurgården è finita proprio mentre quella del Malmö è continuata, è anche vero che l’attesa per i ragazzi di Özcan Melkemichel è stata lunga. Durata 13 anni, dal 2005 quando veniva sconfitto l’Åtvidaberg, e acuita da una serie di malumori che recentissimamente hanno toccato pure la sfera dirigenziale nel momento in cui sia Magnus Eriksson che Gustav Engvall hanno salutato Stoccolma e la Svezia. La vittoria in Svenska Cupen è stata una gigantesca pista dove l’aereo contenente le ambizioni järnkaminerna è potuto finalmente decollare.

In campionato, il Djurgården sta mostrando ottime qualità. La vena realizzativa di Tino Kadewere ha portato il 22enne originario dello Zimbabwe a quota 8 reti in campionato, due delle quali già realizzate al Malmö nella sfida di campionato che vide il DIF imporsi per 3-0. Più complessivamente, il gruppo gira a discapito di tre addii potenzialmente devastanti (detto di Eriksson ed Engvall, il ritiro di Kim Källström). Al netto dei ko contro le altre squadre di Stoccolma, l’AIK e l’Hammarby nel sentitissimo derby che coinvolge la parte meridionale della capitale svedese, Isaksson e compagni hanno clamorosamente toppato la trasferta in casa del Brommapojkarna e dunque la vittoria in Svenska Cupen arriva proprio nel momento topico della stagione. Appuntamento importante soprattutto in virtù del sopracitato tonfo nel derby del 29 aprile, quando Tankovic e Dibba sembravano confermare gli scricchiolii in un 4-4-2 per il resto abbastanza rodato. Una bella rivincita, dopo tutto.

Il direttore sportivo del Djurgården, Bosse Andersson, voce quasi strozzata e lacrime agli occhi, ha speso parole dolci: Abbiamo faticato molto per ottenere un titolo dopo 13 anni, in questa cornice è assolutamente incredibile, si tratta di un trionfo per la nostra società”. Detto di un pubblico fantastico, e non sarebbe potuto esser altrimenti, c’è da commentare lo straordinario apporto che ancora una volta il tifo organizzato ha conferito agli undici in campo: “I giocatori l’hanno ricevuto correttamente, è un aspetto da non sottovalutare questo”. E anche Özcan Melkemichel, che dopo le sopracitate sconfitte sembrava esser obbligato a far bene, ha avuto il suo merito: “Sono molto felice, abbiamo avuto alcuni giorni pesanti, soprattutto dopo la partita persa contro il Brommapojkarna. Abbiamo risposto in modo fantastico, per il modo con cui ci siamo presi la partita, con aggressività e coraggio. Sono felice per i tifosi, è un piacere dar loro quella gioia.

Melkemichel ha poi rivelato di odiare la parola “crisi“, perché si tratta comunque della possibilità di fare passi falsi durante un innegabile percorso di crescita. Se però serve trovare un discrimen, quello ha un nome e un cognome: Kerim Mrabti. Il 23enne fantasista numero 10, che lo scorso anno si divincolava sulla corsia sinistra di centrocampo mentre in questa stagione è stato “promosso ” al fianco di Kadewere (o Badji), ha avuto il merito di assestare il colpo del ko quando il Malmö ha tentato di riprendersi, a inizio secondo tempo. Dopo l’infortunio che Mrabti patì a metà aprile, nel derby contro l’AIK, la squadra sembrava aver pagato la sua assenza e l’ennesima prova di ciò è riscontrabile nel carattere messo in mostra in finale di Coppa. La prestazione di Kerim è stata superlativa, gol a parte, perché l’ex Sirius è senza troppi dubbi l’elemento di maggior tecnica nella rosa del DIF, e come ha ribadito Melkemichel “è uno dei migliori nel suo ruolo, a noi aggiunge qualità, migliora anche l’ambiente in cui gioca”.

E pure Jacob Une Larsson ha giocato in modo caparbio e gagliardo, sebbene il ruolo di terzino sinistro (assente il titolare, Jonathan Augustinsson) non sia quello in cui è solito farsi vedere: “L’ho preparato due giorni fa – ha rivelato il tecnico del Djurgården – è meraviglioso avere giocatori come lui. È stata la vittoria del gruppo. Dei Mrabti e degli Une Larsson, dei Melkemichel e degli Andersson. Degli Isaksson e degli Olsson, dei Ring e degli Ulvestad. Tredici anni dopo l’ultima.