Il mondo del calcio sta attraversando un processo di “fenomenismo”, in cui ogni giovane calciatore esordiente in prima divisione, tende a diventare un soggetto mediatico: Jèremy Doku potrebbe essere posto in questo campo, ma i suoi numeri con l’Anderlecht sono realmente impressionanti. Il giovane ghanese, naturalizzato belga, è sicuramente uno dei casi maggiormente chiacchierati nella Jupiler Pro League, soprattutto riguardante la sua carta di identità, che recita 27 maggio 2002. L’esterno, che può alternarsi sia sulla fascia destra che sinistra, è stato premiato da Vanhaezebrouck nelle ultime due sconfitte dell’Anderlecht, con l’esordio nei minuti finali della partita.

Fonte “Anderlecht”

Doku ha avuto un percorso che definire “da osservare” nelle giovanili dell’Anderlecht, è propriamente riduttivo: fin dalle giovanili Rsca era considerato uno dei tecnicamente più dotati della formazione giovanile, in crescendo soprattutto nelle selezioni Under 17 e 21. La sua giovane età sicuramente non ha spaventato Vanhaezebrouck, che ha visto in lui caratteristiche in grado di poter stravolgere la partita contro il St.Truiden: la sua esplosività sul primo tocco, unito ad un dribbling fatto di finte di corpo e movimento veloce dei piedi, ha incuriosito l’intero staff tecnico.

Dall’altro lato sicuramente è da pagare il miss-match a livello fisico del calciatore contro i propri avversari: Doku non ha una muscolatura accennata, e la sua altezza non propriamente degna di nota lo rende la pedina debole in situazioni di gioco in cui l’avversario tende a chiudere gli spazi e a contrastarti in maniera vigorosa. Questa considerazione è da unire ad un narcisismo “giustificato” dall’età e dal tipo di propensione tecnica che il 16enne Doku ha avuto contro i propri avversari nelle selezioni giovanili. Esempio di tutto questo sono il richiamo avuto dai compagni di squadra nel processo di formazione di gioco, con Doku che è sembrato intestardito nel dribbling personale, invece di aprire il gioco verso i propri compagni.

 

Doku non è nuovo ad appuntamenti di un certo livello, avendo fatto parte delle selezioni giovanili belga fin dalla formazione Under 15, macinando presenze e reti che lo hanno inquadrato come la prossima ala futuribile della nazionale: 22 presenze con 8 reti e 10 assist, con al centro appuntamenti come l’Europeo Under 17 sono il suo biglietto da visita per il grande pubblico.

Che sia un fenomeno mediatico o che sia il nuovo WonderKid della nazionale fiamminga e dell’Anderlecht, è ancora difficile capirlo: Doku è tecnicamente un giocatore di talento, un talento che potrebbe far molto comodo, ma che potrebbe anche scoppiare come una bolla di sapone, a causa del suo essere gracile fisicamente, ma soprattutto a causa del suo narcisismo col pallone tra i piedi.