Per il sesto anno consecutivo il Bayern Monaco vince il Klassiker all’Allianz Arena; un match dominato dall’inizio alla fine con il solito Lewandowski protagonista (sedici goal in Bundesliga). I bavaresi reagiscono al termine di una settimana complicatissima con l’addio di Kovac, una classifica diversa dalle aspettative e le critiche ricevute per un gioco che faticava a decollare. Tutto spazzato in novanta minuti; il Bayern sembra completamente rinato, segno evidente di come la connessione squadra-allenatore non era ai massimi livelli. Una vittoria preziosa per affrontare la sosta con un spirito completamente diverso. Male, malissimo il Dortmund la cui partita è probabilmente terminata nel momento dell’uscita di Sancho; i ragazzi di Favre falliscono l’ennesimo esame di maturità.

Klassiker dominato. Il Bayern si rilancia

Ventisei goal realizzati e solo tre subiti; il bilancio all’Allianz Arena tra Bayern e Dortmund negli ultimi sei anni è nettamente a favore dei bavaresi. L’ultima sfida equilibrata risala alla stagione 2014/2015 quando i ragazzi di Guardiola si imposero per due a uno; da allora non è mai esistita partita con il Bayern a dimostrare una superiorità tecnica e mentale. Il successo di questa sera vale doppio visto il momento che stavano attraversando i campioni in carica; la sconfitta, pesante, contro l’Eintracht aveva generato un vero e proprio terremoto all’Allianz Arena e il rischio di subire un crollo (considerando anche le assenze a livello difensivo) era da mettere in conto. In campo, invece, si è verificato l’esatto contrario e il Bayern ha dimostrato nuovamente di essere la più forte e avere il destino nelle proprie mani.

Dortmund, ennesimo esame fallito

L’infortunio di Sancho ha demolito una squadra già in netta difficoltà; il Dortmund, contro un Bayern non al massimo della forma, aveva la possibilità di dare un colpo importante al campionato. Per l’ennesima volta, invece, il BVB ha fallito sotto tutti i punti di vista: gara preparata male, giocata peggio e terminata con un quattro a zero difficile da digerire. La sosta dovrà far riflettere una squadra a cui manca sempre il centesimo per fare l’euro.