L’Europa League si tinge di arancione con ben tre formazione dei Paesi Bassi coinvolte nel terzo turno preliminare: il Feyenoord di Stam vince per 4-0 al De Kuip buttando letteralmente fuori la Dinamo Tbilisi, a scanso di miracoli. Bene anche il Psv che si impone, di misura, in Norvegia mentre l’AZ non va oltre lo 0-0 in terra Ucraina. Tranne i Rotterdammers, le altre due formazioni restano in bilico, in attesa degli ultimi 90 minuti prima del doppio scontro finale per accedere alla fase a gironi.

EUROPA LEAGUE: FEYENOORD FORZA 4, PSV DAGLI 11 METRI E AZ ALTRO 0-0

Il Feyenoord si risveglia con un poker che infonde coraggio e tranquillità ad una formazione che ha cambiato tanto fin ora.

Berghuis

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Stam si impone nella gara più importante di questo inizio stagione con un 4-0 che archivia al 90% il passaggio ai playoff di Europa League. I biancorossi di Rotterdam dominano dal primo all’ultimo minuto, ma con qualche difficoltà di troppo che non consente ai padroni di casa di dilagare. La Dinamo Tbilisi è ben organizzata in difesa e lascia pochissimo spazio agli attaccanti avversari. A rompere gli indugi è Sinisterra a pochi giri d’orologio dal duplice fischio su assist di Berghuis. Nella ripresa, a sbilanciare gli equilibri, è il rosso rifilato a Shulaia per doppia ammonizione: l’inferiorità numerica e la sfortuna condannano gli ospiti che subiscono il raddoppio su autogol di Kobouri e il tris su rigore di Berghuis. A chiudere i conti ci pensa Narsingh che rende ancora più rotondo il risultato. Il Feyenoord archivia la pratica negli ultimi 10 minuti con 3 reti che affondano definitivamente la Dinamo Tbilisi, chiamata ad una super gara nel proprio stadio tra una settimana. Serviranno ben 4 realizzazioni per accedere almeno ai supplementari senza subire ulteriori marcature: Stam si gode il successo e si concentra immediatamente per la seconda gara di Eredivisie.

Successo di misura anche per il Psv Eindhoven che si impone in trasferta contro l’Haugesund per 1-0: preziosa vittoria in trasferta che aumenta il valore del trionfo. Van Bommel non risolve i suoi problemi e nonostante un avversario non eccezionale sul piano tecnico, trova difficoltà in fase realizzativa dove manca il cinismo di Luuk de Jong e l’estro di Lozano, prossimo partente e vicinissimo al Napoli di Ancelotti. Bruma-Malen-Bergwijn sono ottimi rincalzi ma devono trovare ancora gli automatismi giusti per poter impressionare come i predecessori. Ad archiviare la pratica è Bergwijn su calcio di rigore dopo mezz’ora di gioco: i Boeren restano padroni del campo con Zoet mai messo in pericolo dagli avversari, poco precisi e mai in grado di centrare la porta nonostante i numerosi tentativi. La difesa di Eindhoven non soffre e risponde con ordine e tranquillità: peccato per i ragazzi in avanti che hanno bisogno di sbloccarsi definitivamente per poter essere più incisivi. L’1-0 permette al Psv di poter giocare con serenità al Philips Stadion tra una settimana: il passaggio del turno di Europa League è fondamentale per Van Bommel che deve riaccendere la fiducia dei suoi uomini.

AZ Alkmaar

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Altro 0-0 all’andata per Slot che vede il suo AZ infrangersi contro l’ottima difesa avversaria: gli ucraini del Mariupol difendono la porta di casa con le unghie e con i denti, impedendo ai biancorossi di strappare un pesantissimo successo. La rete inviolata tiene in gioco i padroni di casa che potrebbero mettere in difficoltà la compagine di Alkmaar all’AFAS Stadion: infatti basterebbe un gol per far tremare stadio e tifosi che devono sperare solo nel trionfo dei propri begnamini. Anche uno 0-0 basterebbe per andare ai supplementari, ma qualunque altro risultato premierebbe gli 11 di Babych. L’AZ domina in lungo e in largo ma la sfortuna e la poca precisione degli attaccanti, lasciano vivo un Mariupol sterile, in confusione e tecnicamente inferiore. Con questo ritmo, la gara di ritorno, dovrebbe essere solo una formalità, ma di questi tempi non si può dare nulla per scontato. Una mancata qualificazione all’ultimo turno di Europa League sarebbe una sconfitta non indifferente per Slot che si è divorato l’occasione di chiudere la pratica con 90 minuti di anticipo.