A quattro giorni dalla supersfida con il Napoli in Europa League, l’Arsenal torna a conoscere la sconfitta dopo tre vittorie consecutive. E, come al solito, succede in trasferta, punto debole dei primi Gunners targati Unai Emery. Il successo lontano dall’Emirates manca da quattro partite e sul campo dell’Everton sono emersi nuovamente i limiti di una squadra ricca di talento, ma ancora bisognosa di essere migliorata sul mercato. Soprattutto perché l’1-0 di Goodison Park ha messo in luce soprattutto i tanti limiti delle seconde linee.

Emery è stato costretto a fare turnover, un po’ per i tanti impegni che attendono la sua squadra ad aprile e un po’ per dare riposo ad alcuni elementi chiave. In più il tecnico ha dovuto fare i conti con le assenze di Xhaka e Koscielny per infortunio (anche se entrambi sono recuperabili per il Napoli) e con la squalifica di Torreira. Di fatto l’Arsenal si è ritrovato senza centrocampo e si è dovuto reinventare: con Ramsey da preservare e non al 100%, sono stati schierati Elneny e Guendouzi, con risultati rivedibili. Male sia l’impostazione che le coperture davanti a una difesa che ha dovuto fare gli straordinari.

La miglior verticalizzazione dell’Arsenal (o quantomeno quella più vicina ad essere precisa) è stata probabilmente quella di Özil dalla panchina verso Marco Silva, con la giacca…

Non solo l’Arsenal ha lasciato buchi centralmente: nel 3-4-2-1 sono mancati del tutto i due esterni. Maitland-Niles a destra ha sofferto Bernard mostrando tutte le lacune difensive che ha, Kolasinac a sinistra è invece arrivato stanco, tanto da durare soltanto 45 minuti e poi finire in panchina. Senza centrocampo anche l’attacco ha finito per andare in confusione: Özil e Mkhitaryan, la doppia mossa di Emery per dare quella qualità che mancava a centrocampo, non hanno dato punti di riferimento agli avversari, ma nemmeno a loro stessi, finendo in confusione e senza mai incidere all’interno della partita.

L’unico a salvarsi, non la prima volta in questa stagione, è stato Bernd Leno, migliore in campo dopo aver vinto il premio di giocatore del mese di marzo dell’Arsenal. Contro il Napoli però il portiere ex Leverkusen lascerà i guantoni a Cech, titolare in Europa League: il suo posto non dovrebbe essere in dubbio, nonostante il momento di forma che sta attraversando il tedesco.

Non sarà certo l’unico cambiamento che vorrà effettuare Emery, che spera sempre nei recuperi di Koscielny e Xhaka. Sicuramente dal primo minuto ritornerà Torreira, oltre ad Aubameyang e Ramsey, partiti dalla panchina contro l’Everton. Insomma, non sarà lo stesso Arsenal negli uomini, quindi nemmeno nella qualità e nell’atteggiamento. Anche se il passo falso con i Toffees può comunque lasciare strascichi negativi e ha messo a nudo difetti non da poco, quelli che  il Napoli dovrà cercare di sfruttare per provare a conquistare l’Emirates giovedì. Non ci riesce nessuno da 7 partite e soltanto City, United e Tottenham hanno espugnato la casa dei Gunners: per Ancelotti la sfida è aperta.