Crollata la candidatura dell’Egitto è l’Algeria a lanciare la sfida: 3-0 alla Guinea, altra partita senza prendere gol e nessun cedimento fisico né emotivo. Una squadra che non si scompone e non lascia spazio alle sorprese, il meglio che si possa chiedere a una nazionale in un torneo lungo e pieno di insidie.

Insidie patite dall’Egitto nella sfida persa contro il Sudafrica, dove da favorita e Paese organizzatore ci si aspettava una vittoria senza particolari patemi. E invece è lì che è arrivata la prima trappola dell’intera Coppa d’Africa, ancor più grossa forse rispetto a quella in cui è caduto il Marocco contro il Benin, una sorta di Paraguay in versione africana.

L’Algeria però è l’opposto di tutto ciò: di prevedibile ci sono solo i risultati, perfettamente in linea con le aspettative, una striscia utile a poter chiamare questa nazionale come vera favorita tra quelle rimaste in corsa. Anche perché la grande insidia sembra essere il Senegal, finito dall’altra parte del tabellone: ma le squadre si sono già affrontate nel girone e lì ha vinto l’Algeria che quindi, quantomeno come status, si presenta avanti alla più candidabile delle avversarie.

I pericoli però non possono essere sottovalutati, soprattutto dal prossimo turno, in cui l’Algeria affronterà la vincente tra Mali e Costa d’Avorio, forse più pericolose addirittura dell’eventuale semifinalista che uscirà tra Nigeria e Sudafrica. Ma Gli algerini questa volta sembrano avere una marcia in più: che può essere la solidità di una difesa ancora imbattuta o l’efficacia di un attacco che continua a non deludere, trascinato dal napoletano Ounas e rivitalizzato da un ritrovato Mahrez. O forse sono tutti questi fattori assieme, fatto sta che la Coppa d’Africa ha perso la sua più grande certezza e l’indice sulla possibile vincitrice al momento va sulle Volpi del Deserto.