Ridurre alla prestazione di un singolo Francia-Argentina 4-3 non è un’esagerazione, quando quel qualcuno è Kylian Mbappé. A nemmeno 20 anni il talento del PSG ha dominato senza appello un ottavo di finale di un Mondiale. Ha chiarito che se nel calcio c’è una next big thing, è lui e nessun altro, dominando in tutti i modi, ha segnato due gol e si è procurato un rigore. Ha tenuto da solo in scacco l’intera difesa dell’Albiceleste. E ovviamente ha vinto la partita.

Francia-Argentina 4-3 è lo show di Mbappé

Quella di Mbappé è stata probabilmente la miglior singola prestazione di un calciatore a Russia 2018 fino a questo momento. E non è solo una questione di gol nei momenti importanti della gara, ma anche di scelte, pericolosità, cinismo e precisione. Ha iniziato la partita sfruttando la sua velocità tra i lentissimi reparti dell’Argentina, ha proseguito mostrando la tecnica, ma soprattutto il controllo della stessa.

Quando ha avuto campo da attaccare non si è mai tirato indietro, ha mostrato tutta la propria personalità, la sua voglia di spaccare il mondo. Nel secondo tempo ha rotto l’equilibrio e trascinato la Francia ai quarti di finale, prima colpendo con la tecnica e la velocità d’esecuzione, poi con la precisione e l’accelerazione. Movimenti che la difesa argentina non è mai riuscita a leggere e reggere, a causa di una differenza tecnica e fisica abissale.

Record, obiettivi e speranze: il miglior under-20 da…

Per Mbappé è stata l’occasione per consacrarsi definitivamente a livello mondiale. Decidendo, anzi dominando una delle più belle partite di Russia 2018, con tutte le sua armi. Ed è diventato il primo under-20 (li compirà a dicembre) a segnare almeno una doppietta a un Mondiale dopo 60 anni dall’ultimo, che fu Pelé a Svezia 1958 proprio contro la Svezia. Come Mbappé, anche Pelé era al suo primo grande torneo internazionale con la maglia della sua nazionale. Senza voler far paragoni.

Eppure la strada di Mbappé verso l’Olimpo sembra sempre più quella giusta. Dopo la leadership tecnica della Francia, testimoniata dalla maglia numero 10 che porta sulle spalle, è arrivata anche la consacrazione in campo. Nessuno aveva dominato così in 48 partite, nessuno con questi mezzi tecnici aveva trascinato la squadra. Nemmeno Cristiano Ronaldo con la Spagna era sembrato così incontenibile. La Francia è aggrappata sulle sue spalle, sulle spalle di un ancora teenager sorridente, schietto e genuino. Ma che vuole dominare il Mondiale. E ha tutte le armi per riuscirci.