Fedele alla linea: difesa, controllo, ripartenza ed episodi. La Francia ha vinto il suo secondo Mondiale così, sulle giocate dei campioni, sull’organizzazione difensiva e sulla velocità dei suoi interpreti. Doti sfruttate durante tutto il percorso verso la finale ed espresse anche nel 4-2 contro la Croazia. Un risultato che non rispecchia magari le statistiche, la mole di gioco prodotta e la qualità di palleggio, ma esalta i punti di forza di una squadra che ha vinto sei partite su sette nei novanta minuti, migliorando costantemente partita dopo partita. Nonostante gli uomini di Dalic ci abbiano provato di più, e abbiano mostrato comunque di avere le idee chiare.

Croazia all’attacco, Francia in difesa e contropiede

L’idea della Croazia è stata quella di provare a pungere sulle fasce, sfruttando la spinta costante dei terzini, soprattutto Vrsaljko a destra. I tre attaccanti hanno costantemente stretto la posizione per lasciare campo da attaccare e aprire le maglie della difesa francese, andata in difficoltà soprattutto sugli esterni.

L’idea offensiva della Croazia: aprire le fasce per le salite dei terzini, stringendo i tre in avanti, in grado di scambiarsi continuamente posizione.

L’intercambiabilità dei tre attaccanti ha permesso alla Croazia di avere più soluzioni. Perisic è stato pericoloso non solo su entrambe le fasce, ma anche centralmente in avvio di ripresa. Quando il centrocampo non è riuscito a giocare palla al piede, i difensori han fatto ricorso al lancio lungo, sia per l’attacco alla profondità del giocatore dell’Inter sia per le sponde di Mario Mandzukic.

Il 4-4-2 della Francia, con Mbappé e Matuidi esterni di centrocampo, aveva l’obiettivo di fare densità in mezzo e di fatto oscurare Modric, che è stato costretto ad allargarsi molto per essere pericoloso – riuscendo a incidere soltanto a tratti, così come Rebic che non ha mai avuto spazi per sprigionare la sua corsa e la sua fisicità nell’uno contro uno.

La difesa della Francia, 4-4-2 e l’obiettivo di fare densità centralmente.

Determinante è stato anche il lavoro di Matuidi in copertura su Vrsaljko e sull’altro esterno destro (a volte Perisic, altre Rebic), con Kanté fisso in marcatura su Modric e Pogba su Rakitic. Anche Mbappé è stato chiamato a lavorare in difesa, soprattutto nel primo tempo.

Le marcature di Deschamps a centrocampo in fase di non possesso.

Le maggiori difficoltà la Francia le ha incontrate in fase di uscita palla contro il pressing della Croazia e soltanto gli spunti individuali hanno permesso di respirare e portare il pallone in avanti, fino a generare gli episodi da cui poi sono nati i gol. Cinismo misto alle giocate dei fuoriclasse, in una partita che è stata comunque decisa dagli episodi.

Gli episodi dicono Francia, ma non solo

Nel secondo tempo la Francia è riuscita ad allungare e di fatto chiudere il match grazie alle giocate dei propri campioni. Il gol del 3-1 è nato da un palleggio sul lato sinistro del campo e soprattutto da una giocata fantastica di Paul Pogba, un’apertura a 60 metri verso Kylian Mbappé, appositamente lasciato isolato sulla corsia per sfruttare la propria velocità nell’attaccare a campo aperto contro Ivan Strinic. Il terzino ex Napoli e Samp è riuscito a contenere il classe 1998 nel primo tempo quando lo ha pressato, ma nella ripresa ha fatto fatica per la notevole differenza in accelerazione.

La palla di Pogba che taglia tutto il campo per avviare l’azione del gol del 3-1, con la Croazia molto sbilanciata.

In questo caso la Croazia è stata vittima del proprio pressing: la squadra era troppo alta e tutta spostata sul lato forte per provare il recupero palla alto immediato, una strategia che fino a quel punto aveva pagato abbastanza. Cosa che non è successa nella ripresa, anche per il posizionamento errato dei giocatori croati. Errore ripetuto anche nel gol del 4-1 che ha chiuso di fatto il match, quando Lucas Hernandez ha cavalcato sull’out di sinistra battendo Mandzukic e creando di fatto un quattro-contro-tre, con Giroud centrale e Mbappé a destra.

La fase conclusiva dell’azione del 4-1, con l’errore di Brozovic e la poca reattività dei due centrali.

Arrivato sulla trequarti il terzino dell’Atlético ha subito il raddoppio molto pigro di Brozovic, che ha lasciato scoperto lo spazio centrale e ha creato il corridoio per permettere a Mbappé, lasciato troppo solo, di ricevere. Nessuno dei due centrali è uscito in pressione, entrambi preoccupati dall’inserimento di Giroud. Così il fuoriclasse del PSG ha potuto battere indisturbato a rete e chiudere i conti, mettendo anche la sua firma sulla vittoria della Francia.