Non c’era peggior avversario contro cui iniziare il campionato. Per il Getafe l’Atlético Madrid è l’avversario maledetto per eccellenza, molto di più rispetto a Real e Barcellona. Anche perché contro le due big del Clásico qualche soddisfazione è arrivata, o quantomeno ci sono stati dei gol. Mentre dall’arrivo di Simeone in poi la sfida con l’Atlético rappresenta un’unica grande certezza, quella di restare a secco.

Ancora una volta il Getafe non ha segnato ai Colchoneros, arrivando con questo 1-0 a un parziale di 31 gol a 0 dal giorno dell’ultimo gol messo a segno in questo derby di Madrid che sta guadagnando importanza in quanto a mistica. L’ultima volta è infatti il 2011, quando c’era ancora Manzano sulla panchina dell’Atleti: il Geta vinse segnando tre reti ma da allora non è più riuscito non solo a vincere, ma neanche a fare gol.

Ed è strano perché in una parte di questo periodo ormai clamorosamente arrivato a otto anni l’allenatore degli Azulones è stato Bordalas, uno dei grandi discepoli di Simeone. Ma al momento della prova l’allievo è ancora lontano dal maestro, sia per il valore della squadra a disposizione, sia per l’imposizione di questa che è a tutti gli effetti una maledizione.

La difesa del Cholo è storicamente una delle più difficili da battere, ma non segnargli neanche un gol in otto anni ha davvero del clamoroso. Ed ecco perché questa giornata aveva una grande sicurezza, quella dello 0 nella casella dei gol in trasferta. Peggior avversario per inaugurare la Liga non c’era, ma almeno il Getafe si è tolto subito dal calendario l’unica partita in cui è certo di non poter tornare a casa con una vittoria.

 

 

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