L’annuncio ufficiale è stato dato il 28 gennaio scorso, ma già da metà dicembre i contatti s’erano intensificati. Poi tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 la dirigenza dell’Helsingborgs IF ha sferrato un attacco decisivo, fulmineo, repentino, e s’è portata a casa la promessa di un Andreas Granqvist che prima però finirà di guidare da capitano la nazionale svedese al Mondiale in Russia: “Ho un contratto da estendere ma penso che non lo farò, mi sembra sia giunta l’ora di tornare a casa. Con queste parole l’ex difensore del Genoa, incurante della Superettan, la Serie B svedese (la squadra rossoblù non è riuscita a centrare la promozione nel 2017, ci riproverà a fine 2018), ha deciso di fare ritorno a casa sua: “Ho un contatto continuo con Helsingborg, sono stato lì e mi sono allenato con loro.

La situazione familiare ha recitato un ruolo preponderante nella decisione, visto che Andreas quest’estate diventerà papà per la seconda volta: “Siamo stati all’estero per un bel po’ di tempo, ci sentiamo soddisfatti e vogliamo trasferirci a casa”. La sua prima figlia, Nova, ha ormai quattro anni: “A lei manca la Svezia, chiede continuamente di nonna e nonno e degli amici”. E lo stesso Andreas è d’accordo: Dopo dodici anni volevo tornare indietro, e poi ho 35 anni. Infine, gli hanno chiesto finalmente se uno come lui non sia fin troppo bravo per giocare in Superettan. Granqvist ha sorriso, poi il volto è tornato serio e le sue corde vocali hanno partorito: “Non credo sia così, farò il mio lavoro e aiuterò i compagni a vincere partite a crescere. Vivrò per il resto della mia vita a Helsingborg, bella città dove ho amici e famiglia. Bello esser tornati dov’è iniziata la carriera, dunque, sia per la società (che ha parlato di “una delle più grandi notizie dei tempi moderni per il calcio svedese”) che per il giocatore: “Sono stato abbastanza chiaro, ho mantenuto la mia parola”.

Påarp è geograficamente un tätort, ossia un’area urbana, situata nel kommun di Helsingborg, nella provincia di Scania. Il nome Påarp è di origine vichinga, ma la spinta decisiva all’urbanizzazione di questa zona la si fa risalire agli anni Sessanta e Settanta, quando la fioritura dell’industria di Helsingborg ha accresciuto per osmosi l’esigenza di nuovi posti di lavoro qui. Così, a ridosso di una ferrovia, nacquero panifici e botteghe, produttori di mattoni e birrerie. La chiesa costruita nel frattempo ha migliorato l’urbanistica della città così come nuove strade, grazie alle quali a loro volta è nato il principale business della zona: le fragole. Påarp è infatti famosa per le maggiori coltivazioni del paese, tanto che i dati relativi al periodo precedente la seconda guerra mondiale parlano di una quantità tra i 13mila e i 15mila chili di frutta che veniva trasportata quotidianamente sulle rotaie che collegavano l’area a Stoccolma.

Tra i campi di fragole e quelli da calcio, Andreas entrò quindicenne nelle giovanili dell’Helsingborgs IF e a 18 anni ottenne le prime convocazioni in prima squadra. Prima Granqvist militava nel Påarps GIF, la squadra del sopracitato paesino, e con la scelta intrapresa ha mostrato di non aver certamente rinnegato le sue origini. Farà ritorno a casa, dopo una Svenska Cupen vinta nel 2006 proprio con l’Helsingborgs IF e un Guldbollen sottratto a nientemeno che a Zlatan Ibrahimović nel novembre 2017. Porterà esperienza e leadership a una squadra che cercherà anche con questo grande colpo di centrare la promozione in Allsvenskan, sapendo che si tratta di un lusso a questi livelli. Prima, però, continuerà con maestria a guidare la retroguardia gialloblù in Russia. Sperando, a questo punto, di tornare a casa il più tardi possibile.