Mats Hummels dal Bayern Monaco al Borussia Dortmund, 11 anni dopo. In Germania in questi giorni di calciomercato il tema che tiene banco è il passaggio del centrale tedesco dai detentori del Meisterschale ai principali rivali, tre anni dopo aver compiuto il percorso inverso. Una voce uscita soltanto da pochi giorni, che si è concretizzata ieri in modo ufficiale. E che dietro ha molti retroscena e affonda le radici a oltre un anno fa.

Bisogna tornare al 19 maggio 2018, a Berlino, nel giorno della finale di DFB-Pokal, quando l’Eintracht Francoforte di Niko Kovac si giocava una storica finale contro il Bayern Monaco. Negli spogliatoi Niko Kovac ha ripassato il piano partita, evidenziando un punto fermo: attaccare la profondità con Ante Rebic, alle spalle di Mats Hummels, considerato per velocità e reattività l’anello debole della difesa alta del Bayern di Jupp Heynckes. Il piano partita è stato attuato alla perfezione, Rebic ne ha segnati due e l’Eintracht di Kovac ha vinto 3-1, riprendendosi un trofeo che mancava da 30 anni.

Com’è noto, il tecnico croato è poi passato al Bayern Monaco (in realtà era già stato ufficializzato un mese prima di quella finale). Quindi è diventato anche allenatore di Mats Hummels. ‘SportBild’ nello scorso autunno, quando la squadra di Kovac attraversava un momento di grande difficoltà, riportò alla luce tra le altre anche questa storia della finale di Coppa. La cosa non fece particolarmente piacere alla dirigenza bavarese: fu indetta una conferenza stampa con il trio Hoeness, Rummenigge e Salihamidzic, i quali non ci andarono leggeri con la stampa. Iniziò la caccia alla talpa e un periodo di caos, poi quando i risultati tornarono positivi anche il clima si distese nuovamente. Ma, evidentemente, non per tutti.

Il primo Bayern di Kovac era una squadra offensiva che riusciva a segnare tanto e divertire, palesando però alcuni limiti in fase difensiva. Limiti poi esplosi in alcune partite, come il 3-3 contro il Fortuna Düsseldorf o contro il Borussia Dortmund. La decisione fu necessaria: abbassare il baricentro e concentrarsi sulla fase difensiva, cercando in fase offensiva di puntare sulle individualità da far crescere: Goretzka, Gnabry, Coman. Missione compiuta, anche se in Germania si è parlato di malcontento in spogliatoio per la poca cura della fase offensiva.

L’aneddoto di Berlino però spiega meglio di tutto il resto cosa Kovac ritenesse indispensabile fare, non fidandosi della difesa alta con Hummels. E men che meno con Süle, difensore roccioso e fisico, bravo anche in posizionamento e nel tackle, ma che puntato in velocità fa fatica. Così il Bayern si è trovato a creare meno occasioni, a soffrire di più, a non poter pressare troppo alto. Gli acquisti di Pavard e Lucas Hernandez, che a Monaco faranno soprattutto i centrali di difesa, sono un chiaro segnale di quando Kovac abbia bisogno di difensori veloci per poter giocare in maniera più aggressiva, con la difesa più alta, con una squadra più vivace, come gli sarebbe stato chiesto da Hoeness e Rummenigge. A condizione di avere i giocatori giusti.

Hummels

Mats Hummels con Niko Kovac

Hummels, secondo Kovac, giusto per quello stile di gioco non lo è. E dovendo scegliere tra lui e il classe 1995 Süle, la scelta non può che ricadere su quest’ultimo. Il Bayern sta aprendo un nuovo ciclo, vuole ringiovanire, come testimonia l’addio a Robben e Ribéry, più quello già annunciato di Rafinha e l’imminente partenza di Boateng. Così anche Hummels, nonostante sia arrivato soltanto da tre anni e in questa stagione il suo bilancio sia positivo, è rientrato tra coloro che lasciano Monaco per fare spazio ai giovani. 

Dal suo punto di vista, dovendosi concentrare solo sul club dopo l’esclusione di Löw dalla nazionale, il classe 1988 si sente naturalmente di aver ancora molto da dare in campo. Per questo probabilmente non ha digerito benissimo il doppio arrivo nel suo reparto. Il suo ruolo da titolare non era più indiscutibile come è stato fino a quest’anno. Ha iniziato a valutare l’idea di cambiare aria e l’interessamento del Borussia Dortmund ha fatto al caso suo. I gialloneri volevano un difensore che parli tedesco, che possa essere un leader, che sia esperto ma con ancora qualche anno ad alti livelli. Praticamente l’identikit di Hummels, che al Westfalenstadion trova un posto da titolare praticamente garantito.

La trattativa si è sviluppata velocemente è si è chiusa, secondo i report in Germania, sulla base di 38 milioni di euro. Il giocatore si è anche ridotto l’ingaggio pur di tornare in giallonero, dove ha vissuto 8 anni d’oro dal 2008 al 2016. Poi è tornato a casa, al Bayern, il club in cui è cresciuto e che aveva mollato proprio per andare al Borussia. 11 anni dopo, ripete lo stesso tragitto. E no, nonostante la sorpresa, non è né un caso e nemmeno una mossa imprevedibile come può sembrare.